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Applicazione pratica degli antibiotici in suinicoltura: aggiornamento dei concetti di base, pro e contro...

Durante la fase di svezzamento è possibile la comparsa di quadri sistemici causati da Streptococcus suis e Haemophilus parasuis. Oggi vengono utilizzati antimicrobici della famiglia dei beta-lattamici nei mangimi per evitare la comparsa di questi quadri clinici dovuti a questi batteri...

Venerdì 23 Giugno 2017 (5 mesi fa)

In questo articolo faremo la revisione dell'uso degli antimicrobici in suinicoltura in condizioni di campo.

Uso degli antibiotici nei suinetti lattanti

La Commissione Europea chiaramente stabilisce che si deve evitare l'uso profilattico degli antimicrobici nei suinetti appena nati (e anche dopo lo svezzamento), come strategia sanitaria. E' evidente che questa tipologia di applicazione è chiaramente profilattica, quasi sempre quando si somministrano antimicrobici a questa tipologia di animali, raramente, sono presenti quadri clinici generalizzati. Tuttavia, la somministrazione di antimicrobici in fase di lattazione è molto frequente. Inoltre questi farmaci sono somministrati individualmente e per via intramuscolare. In qualsiasi caso, l'obiettivo finale è quello di cercare di evitare questo tipo di utilizzo a lungo termine, sostituendolo con misure intense di igiene e management corretto in sala parto.

Uso degli antibiotici in svezzamento

La Commissione Europea stabilisce chiaramente che si deve evitare l'uso profilattico di antimicrobici in fase di svezzamento, implementando misure di miglioramento del management, della nutrizione e con un buon programma di medicina preventiva. Da un punto di vista pratico, è molto comune somministrare antimicrobici nei suini in questa fase con 3 finalità:

1.- Controllo delle malattie respiratorie: I batteri che normalmente sono più presenti nei problemi respiratori in questa età sono: Pasteurella multocida e Bordetella Bronchiseptica. Questi batteri possono dare più problemi se le condizioni ambientali non sono corrette e/o esiste in concomitanza una circolazione virale ( PRRSV per esempio) che predispone ad altre infezioni batteriche. Per cui, l'uso profilattico per il controllo dei quadri respiratori si dovrebbe fare controllando l'ambiente, ottimizzando il management dei suini e controllando le infezioni virali concomitanti. Da un altro lato, se disponiamo di una diagnosi idonea, si potrebbe fare un trattamento metafilattico con un antimicrobico adeguato durante il periodo di tempo necessario. Riassumendo, abbiamo a disposizione strumenti per minimizzare o eliminare l'uso profilattico di antimicrobici in fase di svezzamento. In ultimo, è doveroso sottolineare che sempre, quando è necessario, si debbano utilizzare antimicrobici per trattare i suini che presentino quadri respiratori in fase di post-svezzamento.

2.- Controllo di malattie dell'apparato digerente: In fase di svezzamento è molto frequente la comparsa di quadri digestivi (fondamentalmente diarrea) dato che in questo momento sono presenti molti fattori di rischio che aumentano la loro incidenza (figura 1). Da molto tempo, il controllo della problematica intestinale post-svezzamento (batteri implicati, Escherichia coli) si è basato sull'uso di antimicrobici e/o ossido di zinco nei mangimi durante la fase di svezzamento. Questo tipo di utilizzo degli antimicrobici è puramente profilattico e si dovrebbe evitare, tanto quanto è possibile, ad eccezione di quando è giustificato da casi specifici. Per il controllo di questa problematica, si possono e si devono esplorare altre alternative, che finora, non sono state necessarie, dato che l'uso di antimicrobici in forma profilattica era la miglior soluzione tecnica. Ricordiamoci che i suini malati devono sempre essere trattati con antimicrobici, considerando anche il rischio di contagio (uso metafilattico) che rappresentano i quadri gastro-intestinali durante la fase di svezzamento.

Epidemiologia delle malattie batteriche gastro-intestinali
Epidemiologia delle malattie batteriche gastro-intestinali

Figura 1. Epidemiologia delle malattie batteriche gastro-enteriche.

3.- Controllo delle malattie sistemiche: Durante la fase di svezzamento è possibile la comparsa di quadri sistemici causati da Streptococcus suis e Haemophilus parasuis. Oggi vengono utilizzati antimicrobici della famiglia dei beta-lattamici nei mangimi per evitare la comparsa di questi quadri clinici dovuti a questi batteri. Questo tipo di uso va profondamente rivisto, dato che in molte occasioni, non è veramente necessario l'uso indiscriminato per tutti gli allevamenti e nemmeno per tutto il periodo di svezzamento. E' ovvio che in presenza di quadri clinici, i suini devono essere trattati con antimicrobici.

Uso di antibiotici in ingrasso

Nella fase di ingrasso si usano antimicrobici in forma profilattica nei primi periodi (mangimi da ristallo) per evitare la comparsa di quadri clinici respiratori. Alcuni allevamenti lo usano per controllare le malattie gastro-enteriche dovute a Brachyspira hyodisenteriae, Brachyspira pilosicoli e Lawsonia intracellularis (figura 1) durante lunghi periodi di tempo in ingrasso. Oggi sono disponibili molti vaccini per problematiche virali di tipo respiratorio (PCV2 e PRRSV) e batteriche. Per cui, non è ragionevole usare antimicrobici in modo profilattico per il controllo delle malattie respiratorie come prima scelta in un programma di prevenzione sanitaria. Ancora una volta, se si presentano quadri clinici, i suini devono essere trattati con antimicrobici.

Uso di antibiotici in suini adulti

In genere, non si utilizzano antimicrobici in modo profilattico negli animali adulti. Tuttavia, in alcuni allevamenti, l'uso di antimicrobici nel post-parto nelle scrofe è comune per evitare la comparsa di malattie puerperali di origine batterica. Credo sinceramente che l'uso in questo modo non è giustificato e che si devono trattare solamente gli animali che evidenziano un quadro clinico in questo periodo del ciclo.

Come meglio usare gli antibiotici nei suini

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