Ammonia Washing Machine - Prototipo per ridurre le emissioni di ammoniaca dai ricoveri suini con recupero a fini fertilizzanti

Il 6 dicembre, presso la Società Agricola Colombaro, si è tenuto il kick off meeting di progetto con presenti tutti i partner del Gruppo Operativo e le persone interessate alle attività. Obiettivo del GOI è di mettere a punto un prototipo che preleva l’aria dalle sale delle porcilaie, rimuovendo ammoniaca e polveri...

Sabato 13 Gennaio 2018 (8 mesi 13 giorni fa)
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LAVARE L’ARIA DELLE PORCILAIE PER MIGLIORARE IL BENESSERE DEGLI ANIMALI E PROTEGGERE L’AMBIENTE

Il prototipo di una tecnologia innovativa verrà testata in due allevamenti suinicoli da ingrasso Migliorare il benessere degli animali, la salute dei lavoratori e ridurre le emissioni in atmosfera lavando l’aria delle porcilaie dalle polveri sottili e dall’ammoniaca. Lo farà il Gruppo Operativo per l’Innovazione Ammonia Washing Machine, che ha ideato un nuovo sistema di trattamento e lo testerà attraverso la realizzazione di un prototipo.

Il progetto, finanziato dal Programma di sviluppo rurale 2014-2020 dell’Emilia-Romagna, vede la partnership di Centro Ricerche Produzioni Animali - CRPA di Reggio Emilia (capofila), ASSER – Organizzazione dei Suinicoltori dell’Emilia-Romagna e di due importanti allevamenti suinicoli di Formigine in provincia di Modena: Società Agricola S. Anna e Società Agricola Colombaro. Nei due allevamenti verrà applicato e testato l’innovativo sistema. Formigine, con 85 superamenti l’anno del limite giornaliero per le PM10 e con 47 per il valore limite della media annuale di NO2 (biossido di azoto), si classifica al primo posto per criticità della qualità dell’aria in Emilia-Romagna.

Il 6 dicembre, presso la Società Agricola Colombaro, si è tenuto il kick off meeting di progetto con presenti tutti i partner del Gruppo Operativo e le persone interessate alle attività. Obiettivo del GOI è di mettere a punto un prototipo che preleva l’aria dalle sale delle porcilaie, rimuovendo ammoniaca e polveri; durante i periodi freddi l’aria trattata verrebbe reintrodotta nella sala al fine di non disperdere il calore mentre nei mesi caldi espulsa in atmosfera. Il prototipo affronta anche il problema di migliorare la qualità dell’aria in tutte quelle fasi (svezzamento e magronaggio) ove i ricambi d’aria sono ridotti o nei ricoveri ventilati naturalmente.

L’ammoniaca rimossa dalle sale verrebbe poi recuperata dal prototipo come sospensione di solfato d’ammonio. Il Piano prevede, per chiudere il ciclo, di valorizzare la sospensione di ammonio prodotta miscelandola con la frazione solida del liquame per stabilizzarla, riducendone le emissioni durante lo stoccaggio, e per incrementarne il contenuto di azoto aumentandone le proprietà fertilizzanti, nell’ottica del nutrient recovery. A conclusione delle attività di monitoraggio verranno misurate le quantità di ammoniaca e polveri rimosse per tonnellata di peso vivo presente e quantificate le emissioni evitate. Inoltre, verranno valutati costi e benefici della nuova tecnologia, che potrebbe candidarsi a diventare una migliore tecnica disponibile (BAT) per gli allevamenti soggetti all’Autorizzazione Integrata Ambientale.

Venerdì, 12 gennaio 2018/Italia- Comunicato Stampa CRPA

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