Giornata della Suinicoltura, 26 maggio 2017: Compassion in World Farming presente

Elisa Bianco, Responsabile del settore Alimentare di Compassion in World Farming, protagonista insieme ad altri illustri relatori della Tavola Rotonda organizzata in occasione della Giornata della Suinicoltura, in calendario il 26 maggio 2017.

Sabato 13 Maggio 2017 (5 mesi 4 giorni fa)

gio 1Compassion in world farming: benessere animale e biosicurezza prima di tutto

 

Bologna, 9 maggio 2017 - “Per noi il sistema di allevamento più sostenibile è quello che mette al centro il benessere animale. In questo scenario l’adozione delle migliori pratiche di biosicurezza si inserisce come uno degli elementi fondamentali per il raggiungimento dell’obiettivo”. Così Elisa Bianco, Responsabile del settore Alimentare di Compassion in World Farming, protagonista insieme ad altri illustri relatori della Tavola Rotonda organizzata in occasione della Giornata della Suinicoltura, in calendario il 26 maggio 2017 a Montichiari (BS), presso l’hotel Garda a partire dalle ore 9.30 e che ha per titolo: “Biosicurezza e salute animale. Le nuove frontiere della prevenzione in suinicoltura”.

L’evento è stato promosso da Expo Consulting srl di Bologna, società che gestisce e sviluppa format convegnistici innovativi offrendo servizi per fiere, eventi e l’internazionalizzazione delle imprese.

“La qualità di vita, la salute degli animali e la biosicurezza sono aspetti molto importanti a cui noi guardiamo con grande attenzione – puntualizza Elisa Bianco - perché concorrono a ridurre in maniera considerevole lo stress degli animali con indiscutibili benefici anche di carattere sanitario. È infatti scientificamente dimostrato che un animale meno esposto a condizioni di stress durante il suo ciclo vitale avrà meno probabilità di contrarre malattie. È importante però che l’adozione delle pratiche previste in materia di biosicurezza coinvolga tutte le fasi produttive perché come un effetto domino ognuna, dalla nascita fino alla macellazione, ricade su quella successiva”.

- Sempre in materia di biosicurezza quali sono per voi gli aspetti su cui ci si dovrebbe maggiormente concentrare?

“La nostra attenzione e il nostro impegno sono rivolti alle tematiche connesse al benessere animale – risponde la nostra interlocutrice – parliamo allora di ventilazione ambientale, pulizia e presenza di materiali manipolabili appropriati. A proposito di quest’ultimo aspetto il nostro riferimento sono le linee guida stabilite dalla Commissione europea nel 2016 che prevedono il rispetto di quattro aspetti ritenuti consoni a soddisfare i comportamenti naturali del suino, i materiali devono quindi essere masticabili, edibili, spostabili, investigabili”.

- Sono in aumento in Italia gli allevamenti suinicoli che in materia di benessere animale, e quindi anche di biosicurezza, seguono i vostri protocolli. Qual è il trend che state registrando a questo proposito?

“L’attenzione da parte degli allevatori è crescente non solo perché il benessere animale è un tema sempre più sentito dall’opinione pubblica, ma anche perché i riscontri positivi che ne derivano sono evidenti. Il monitoraggio che effettuiamo periodicamente negli allevamenti con cui collaboriamo lo dimostra e il dato registrato rispetto alla ventilazione in porcilaia ne è un esempio concreto. Essa infatti influenza notevolmente la qualità di vita e rappresenta uno degli aspetti fondamentali per gestire animali con la coda lunga i quali, in assenza di condizioni ambientali adeguate alle loro esigenze, tendono a mordersi la coda vicendevolmente. Ebbene, una corretta ventilazione è uno di quegli aspetti da cui non si può pensare di prescindere per ridurre drasticamente i fenomeni di morsicatura”.

- Quando si parla di biosicurezza, benessere animale e prevenzione il discorso cade inevitabilmente sull’uso del farmaco e, di riflesso, sul fenomeno dell’antibioticoresistenza. Qual è a questo proposito la vostra posizione?

“Netta e chiara – sottolinea Elisa Bianco – quando serve il farmaco va utilizzato, su questo non esistono dubbi. Quello che va contrastato è il consumo di massa, che purtroppo nel tempo ha dato origine al fenomeno dell’antibioticoresistenza. La grande questione allora è capire come fare per ridurne l’impiego in allevamento, una strada che può presentare qualche insidia ma che allo stesso tempo deve scongiurare qualsiasi demonizzazione del farmaco. Credo però che tutto questo sarà realizzabile solo se l’intera filiera collaborerà. Si tratta di processi lenti che non possono trovare soluzione dall’oggi al domani, ma con il coinvolgimento di tutti gli anelli produttivi sicuramente sarà possibile raggiungere il miglior obiettivo auspicabile”.

Expoconsulting - maggio 2017

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