Giornata della Suinicoltura 26 maggio 2017: Vaccinazioni e biosicurezza, parla Stefano Fioni

PRRS, Aujeszky, Mal Rosso, Parvovirus, Mycoplasma, Pleuropolmonite, Influenza, sono tutte malattie nei confronti delle quali sono disponibili dei vaccini ad hoc in grado di contrastarne la diffusione in allevamento, che diversamente causerebbero gravi perdite economiche all’azienda.

Giovedì 20 Aprile 2017 (2 mesi 9 giorni fa)

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26 maggio 2017

Hotel Garda - Montichiari (BS)
 
Ore 9.30

 

 

Bologna, 18 aprile 2017 – Vaccinazioni e biosicurezza. La prevenzione in allevamento non può prescindere dalla messa in pratica di questo binomio.

Alla prossima Giornata della Suinicoltura che si terrà il 26 maggio 2017 a partire dalle ore 9.30 presso l’hotel Garda di Montichiari (BS), il tema legato alla biosicurezza e alla salute animale in un’ottica di prevenzione sanitaria sarà al centro della Tavola rotonda. Il titolo infatti è “Biosicurezza e salute animale. Le nuove frontiere della prevenzione in suinicoltura”. L’evento è organizzato da Expo Consulting srl, società di Bologna che gestisce e sviluppa format convegnistici innovativi offrendo servizi per fiere, eventi e l’internazionalizzazione delle imprese.

“I vaccini hanno sempre avuto un ruolo molto importante nell’allevamento suinicolo – spiega Stefano Fioni, veterinario libero professionista che sarà tra i protagonisti della Tavola rotonda – soprattutto nelle scrofaie dove i suinetti costituiscono i soggetti maggiormente esposti all’attacco delle malattie. Direi che oggi l’importanza dei vaccini è ancor più evidente se pensiamo che l’obiettivo da raggiungere è quello di una progressiva e costante riduzione di consumo del farmaco”.

Prrs, Aujeszky, Mal Rosso, Parvovirus, Mycoplasma, Pleuropolmonite, Influenza, sono tutte malattie nei confronti delle quali sono disponibili dei vaccini ad hoc in grado di contrastarne la diffusione in allevamento, che diversamente causerebbero gravi perdite economiche all’azienda.

“In base alla mia esperienza – continua Fioni - posso dire che i suinicoltori italiani dimostrano da sempre molta attenzione nei confronti di questo aspetto della loro attività, consapevoli che è molto meglio investire alcune migliaia di euro in vaccini, anziché ritrovarsi con ripercussioni economiche aziendali di ben altra portata. Ma le vaccinazioni degli animali possono perdere in parte la loro efficacia se in allevamento non vengono adottate le migliori pratiche di biosicurezza, un termine che racchiude in sé tutto quello che un allevatore deve fare per difendere da un punto di vista sanitario il suo allevamento. Quindi grande attenzione all’igiene, alla disinfezione, alla movimentazione degli animali, all’ingresso di visitatori perché è proprio attraverso la biosicurezza che si riduce drasticamente il potenziale rischio causato dall’ingresso in allevamento di malattie infettive. Dare seguito a queste azioni con le vaccinazioni non fa altro che diminuire le potenzialità di un’epidemia dagli esiti disastrosi”.

In questo processo finalizzato alla riduzione del farmaco, non deve essere sottovalutato l’aspetto legato al benessere dell’animale derivante anche da uno stato sanitario ottimale, elemento che depone per un tipo di allevamento sostenibile ancorchè intensivo.

“Il compito di ogni veterinario – conclude Stefano Fioni – e quindi anche il mio, è in ogni caso quello di personalizzare il Piano vaccinale in base ad ogni specifica realtà aziendale. Un processo che può avvenire dopo aver svolto uno screening scrupoloso che tenga conto della tipologia di allevamento, se a ciclo chiuso o aperto, della sua storia clinica, delle dimensioni strutturali. Tutte le più importanti Case farmaceutiche dispongono di una produzione di vaccini consolidata e ultimamente c’è anche chi si sta concentrando sulla realizzazione di un prodotto destinato sia alle scrofe che ai suinetti finalizzato a combattere i coli, che nella nidiata spesso provocano gravi forme di enteriti causando un’impennata dei tassi di mortalità. Al momento si tratta di una diffusione limitata – conclude Fioni – credo però che nel giro di poco tempo questa tendenza si invertirà e anche la vaccinazione contro i coli, verosimilmente, entrerà a far parte a pieno titolo dell’elenco già esistente”.

Expoconsulting - aprile 2017

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