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Uso di sottoprodotti nell'alimentazione liquida

Sono stati realizzati 2 studi sperimentali differenti per la digeribilità "in vivo" con l'obiettivo di indagare il valore nutrizionale di 8 sottoprodotti potenziali in alimentazione liquida, dopo aver valutato la loro composizione chimica approssimativa in laboratorio...

Venerdì 20 Ottobre 2017 (1 mesi 3 giorni fa)

Si sa che il costo dell'alimentazione rappresenta oltre il 60% dei costi totali nella produzione suinicola. Tra le alternative esistenti oggi, per migliorare l'efficienza dell'utilizzazione dei mangimi, da un lato, la grande varietà degli additivi alimentari, da un altro lato, si è visto che la forma della presentazione del mangime in forma liquida, così come l'uso di sottoprodotti provenienti dall'industria agroalimentare, riesce ad abbassare i costi alimentari.

L'uso di sottoprodotti è aumentato in modo importante delle ultime decadi e continuerà ad aumentare in tutta Europa per il semplice fatto che sono fonti di nutrienti ad un costo inferiore rispetto alle materie prime cosidette nobili. Tuttavia, l'elevata domanda di sottoprodotti fa lievitare il loro prezzo, comportando che alla fine vi sia una ridotta competitività che potrebbero offire oggi rispetto alle materie prime.

Conoscere il valore integrale potenziale di un determinato sottoprodotto per gli animali è di grande interesse. Prima di utilizzare un determinato sottoprodotto per l'alimentazione animale è consibliabile considerare, oltre al loro valore nutritivo potenziale, le limitazioni logistiche, come per esempio l'approvvigionamento, la stagionalità dell'offerta, la variabilità del contenuto in nutrienti, contenuto in acqua, palatabilità, gestione, rapporto costo/beneficio e le precauzioni necessarie per il loro utilizzo (Brooks et al., 2001; Braun e de Lange, 2004; Shurson, 2008).

Sottoprodotti disponibili oggi per i suini

Per quanto riguarda la disponibilità dei sottoprodotti, ci sono quelli provenienti dall'industria lattiero-casearia, panifici, industria della patata, della soia, dei frutti secchi o dolciumi… (Braun e de Lange, 2004; Llanes e Gozzini, 2013).

In modo generale, quando non esiste molta informazione sui sottoprodotti e solo si dispone del loro valore nutrizionale stimato a partire dalla sostanza secca, si presuppone che il massimo livello di inclusione nei suini da ingrasso non dovrebbero superare il 15% della dieta, senza compromettere le performance degli animali (Lange et al., 2006). Tuttavia, le sperimetazioni con gli animali sono indispensabili per valutare la digeribilità, la palatabilità, le performance, i rischi associati e per determinare il livelli massimi di inclusioni, che sono frutto dei risultati ottenuti dai fattori precedenti e che alla fine daranno il valore potenziale del sottoprodotto (Boucqué y Fiems, 1988).

Valutazione dei sottoprodotti

Pertanto, sono stati realizzati 2 studi sperimentali differenti per la digeribilità in vivo, con l'obiettivo di indagare il valore nutrizionale di 8 sottoprodotti potenziali nell'alimentazione liquida, dopo aver valutato la loro composizione chimica approsimativa in laboratorio (Tabella 1). Nel primo studio, furono valutati 4 sottoprodotti convenzionali (biscotti liquidi, trebbie di birra, farina zootecnica ed il pastone), mediante il metodo per differenza con inclusione del 50% del sottoprodotto (in base alla sostanza secca) alla dieta base (rapporto 2,7:1). Un totale di 30 suini da ingrasso con 86 kg di peso vivo sono stati distribuiti singolarmente tra i 4 sottoprodotti e una dieta di controllo senza sottoprodotti (n = 6).Nel secondo esperimento furono suddivisi in 4 gli studi per i 4 sottoprodotti non convenzionali (maionese, farina di mandorle, farina di cacao e kiwi). I sottoprodotti non convenzionali sono stati studiati attraverso il metodo di regressione secondo livelli crescenti di inclusione (2, 4, 7 e 10%, ad eccezione del kiwi 4, 8, 12 e 16%) alla dieta liquida (2,7: 1 rapporto) con 16 suini da ingrasso di 40 kg di PV, distribuiti singolarmente ad ogni sperimento (n = 4).

Tabella 1. Composizione chimica approssimativa dei sottoprodotti utilizzati nelle sperimentazioni in vivo (in base alla sostanza secca).

% Biscotto liquido Trebbie di birra Farina zootecnica Pastone Maionese Far. Mandorla Far. Cacao Kiwi
SS 33,8 ±
0,02
22,5 ±
0,01
84,8 ±
0,04
68,0 ±
0,00
53,4 ±
0,06
94,5 ±
0,06
82,2 ±
0,04
6,1 ±
0,01
MO 98,5 ±
0,01
95,7 ±
0,02
97,6 ±
0,00
97,8 ±
0,00
97,8 ±
0,02
98,0 ±
0,04
95,5 ±
0,01
89,9 ±
0,19
EG (Kcal/kg) 4.544 ±
3,7
5.153 ±
44,1
4.604 ±
35,0
4.380 ±
13,4
8.737 ±
91,7
7.462 ±
0,75
4.851 ±
31,4
4.939 ±
66,8
PG 8,0 ±
0,00
27,0 ±
0,03
9,3 ±
0,02
8,7 ±
0,05
1,3 ±
0,89
16,9 ±
0,30
8,9 ±
0,00
13,8 ±
0,00
EE 6,6 ±
0,05
8,5 ±
0,04
3,3 ±
0,09
4,2 ±
0,02
83,1
± 10,99
57,4 ±
0,61
13,6 ±
0,13
4,4 ±
0,21
FG 0,5 ±
0,02
14,5 ±
0,26
7,2 ±
0,10
2,0 ±
0,06
0,00 2,9 ±
0,25
6,9 ±
0,41
16,0 ±
0,15
FND 2,2 ±
1,3
59,6 ±
5,61
41,8 ±
0,85
8,0 ±
0,08
0,00 3,7 ±
0,13
19,9 ±
0,25
24,6 ±
0,89
FAD 0,4 ±
0,09
19,5 ±
0,68
8,6 ±
0,26
2,3 ±
0,02
0,00 2,6 ±
0,22
13,4 ±
0,21
19,9 ±
0,24
Lignina 0,1 ±
0,04
3,6 ±
0,83
0,9 ±
0,07
0,1 ±
0,04
0,00 0,7 ±
0,08
6,0 ±
0,10
6,5 ±
0,20

EG, energia grezza; EE, estratto etereo; FAD, fibra acido detergente; FG, fibra grezza; FND, fibra neutro detergente; SO, sostanza organica; SS, sostanza seca; PG, proteina grezza.

I risultati della digeribilità della sostanza secca (dSS), la digeribilità della sostanza organica (dSO) e la digeribilità dell'energia grezza (dEG) furono superiori all'80% per il pastone, il biscotto liquido, la maionese e la farina di mandolre, ma le trebbie di birra, farina di cacao e kiwi non arrivarono all'80%.(grafico 1).

Grafico 1. Rappresentazione dei coefficienti di digeribilità della materia organica (dMO) e dell'energia (dEB) dei sottoprodotti.
Grafico 1. Rappresentazione dei coefficienti di digeribilità della materia organica (dMO) e dell'energia (dEB) dei sottoprodotti.

Si concluse che il biscotto liquido, il pastone, la maionese e la farina di mandorle hanno un elevato potenziale per essere utilizzati nelle diete liquide dei suini. Tuttavia, le trebbie di birra, la farina zootecnica, la farina di cacao e il kiwi, se usati, dovrebbero essere inclusi a bassi livelli, a causa del loro elevato tenore in fibra (Sol et al., 2016).

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