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Velocità di crescita e zoppie nelle scrofette da rimonta

Una elevata velocità di crescita realmente aumenta il rischio di osteocondrosi e zoppie nelle scrofette?...

Lunedì 4 Dicembre 2017 (9 giorni fa)

Lo sviluppo della futura scrofa durante la fase di accrescimento è la chiave per massimizzare le performance e la vita utile-carriera delle scrofe. Nella pratica può essere difficile centrare tutti gli obiettivi da parte degli allevatori e veterinari nel cercare di soddisfare i fabbisogni nel periodo dell'accrescimento delle scrofette e nelle quarantene. Purtroppo spesso può essere complesso ottenere delle scrofette da rimonta, provenienti in molti casi da altri paesi, che contempla età delle scrofette scaglionate, alle quali venga assicurato un corretto sviluppo scheletrico nell'ambito di una desiderata velocità di crescita, conferire immunità nei confronti delle principali malattie presenti in allevamento e raggiungere un corretto status di riserve corporee e peso alla prima copertura...

La rimonta in allevamento è di circa il 40-50% e negli ultimi anni la tendenza è anche di superare il 50% (BDPorc). Il 20% o più delle scrofe che entrano in produzione non arrivano al 2° parto (López-Serrano et al., 2000; Lucia et al., 2000); e la debolezza delle estremità e le zoppie sono il principale motivo dell'eliminazione delle scrofette (Engblom et al., 2008; Jense et al., 2010). Inoltre, si sa che le zoppie (10-15% in allevamento) sono correlate con gli insuccessi riproduttivi e riducono la produttività (Heinonen et al., 2013). Allo stesso tempo sono una importante fonte di perdite economiche (25-180 $/scrofa zoppa) (Deen et al., 2008; Schuttert, 2008).

La principale causa delle zoppie nelle scrofette in accrescimento sono problemi alle cartilagini articolari e di origine non infettiva che vengono definite come osteocondrosi (Ytrehus, 2007). La nutrizione, lo stress meccanico, il genotipo e la velocità di crescita sono i fattori che, apparentemente, influiscono sulla comparsa dell'osteocondrosi (Koning et al. 2014a, 2014b; Quinn et al. 2015). L'ipotesi iniziale sarebbe che esiste una soglia di peso nel quale l'osso e la cartilagine in sviluppo sono deboli e sensibili a soffrire lesioni articolari (Busch y Wachmann 2011). Tuttavia, in letteratura vi è una ampia controversia se una elevata velocità di crescita, realmente, aumenta il rischio di osteocondrosi e zoppie (Yetrehus et al., 2004; Tóth et al., 2016).

In uno studio osservazionale è stata valutata la comparsa di zoppie di origine non infettiva nelle scrofette in accrescimento. Un totale di 600 scrofette (Landrace x Yorkshire) tra 57-106gg di vita e 25,6 ± 8,6 kg di peso corporeo (PV) furono monitorate per un periodo di accrescimento di 20 settimane. Le giovani scrofette vennero distribuite in gruppi per età e 10 soggetti per box cercando di ottenere pesi uguali. Vennero alimentate ad libitum in 3 fasi (di 14, 70 e 52 giorni) (EM: 2950, 2850, 2750 kcal/kg, rispettivamente) a base di mais, frumento, orzo e soia. Venne utilizzato un nucleo d'accrescimento commerciale. Le scrofette vennero pesate individualmente e venne valutato come camminavano e la presenza di zoppie in 7 occasioni (tab. 1). Si studiò l'evoluzione del peso vivo (PV), incremento medio giornaliero (IMG) totale, tra misurazioni e calcolati a partire dagli intervalli di PV prima e dopo del rilevamento delle zoppie. Si utilizzò anche una regressione logistica per studiare il PV nel momento nel quale venne rilevata la zoppia in funzione dell'età.

La prevalenza delle zoppie era dell'8,34%, delle quali, un 46,15% apparentemente, si recuperavano. Il PV al 1° rilevamento della zoppia era in un intervallo di confidenza di [114,6 - 130,5] kg e [170,9 - 187,8] gg di vita. A partire da 115 kg, le scrofette zoppe mostravano un PV e IMG minori rispetto alle scrofe non colpite. Inoltre, utilizzando il PV o l'IMG prima del rilevamento della zoppia, non era possibile differenziare i soggetti zoppi da quelli che non lo saranno. In effetti, per l'IMG tra 29-111 e 50-111 kg, non si osservarono differenze. Tuttavia, quando si aplia l'intervallo del PV per il calcolo dell'IMG a 29-130 kg, le scrofette zoppe mostravano una velocità di crescita minore [882 - 949] gr/g rispetto alle non zoppe [942 - 963] gr/g. Pertanto i risultati indicano che le zoppie aumentavano con il PV ed il tempo indipendentemente dalle performance precedenti.

Tab 1. Descrizione del peso, età e rilevamento delle scrofette zoppe durante la fase di crescita.

Nº Oss. Età
(giorni)
PV medio
(kg)
Zoppe PV
(kg)
Zoppe
(%)
Zoppe
Nuove (%)
Zoppe
Accumulate (%)
Zoppe
Recuperate (%)
1 75 25,6 25,8 0,17 0,17 0,17 -
2 98 49,1 49,4 0,17 0,00 0,17 -
3 117 68,1 67,4 0,33 0,17 0,34 5,9
4 144 90,9 90,4 1,67 1,33 1,67 -
5 170 117,1 114,6 2,83 2,17 3,84 60,5
6 191 137,1 133,6 5,18 3,00 6,84 23,0
7 212 153,8 147,6 4,60 1,50 8,34 40,2
Grafico 1. Evoluzione del peso vivo e l'età delle scrofette zoppe (azzurro) e non zoppe (nero)
Grafico 1. Evoluzione del peso vivo e l'età delle scrofette zoppe (azzurro) e non zoppe (nero)

Lo sviluppo dell'osteocondrosi avviene a circa 10-12 settimane di vita (Grevenhof et al., 2012; Tóth et al., 2016) e principalmente si presenta in forma subclinica (Yetrehus et al., 2004). E' stato dimostrato che durante la crescita e a 180gg di vita il 51-69% delle lesioni si sono cicatrizzate (Olstad et al., 2014). Pertanto, la presenza di zoppie cliniche in questo studio, probabilmente, rispondono a lesioni gravi o non cicatrizzate (rilevate tra 173-195 gg di vita). E' ragionevole accettare che qualsiasi strategia per migliorare lo sviluppo delle articolazioni deve: assicurare un corretto rapporto tra calcio: fosforo digeribile, sostituire l'apporto dei micro minerali inorganici con quelli organici, apportare vitamine ed antiossidanti, ricercare fonti di zolfo per lo sviluppo delle cartilagini, evitare lo stress fisico o minimizzare il carico del PV dovrebbe essere prima dei 100 kg. Comunque, non è noto se la "finestra" che riduce al minimo la zoppia è tra 10-12 settimane (quando si verifica l'osteocondrosi), o tra 24-27 settimane di età (quando appare la zoppia).

Nel complesso, la condizione di zoppia ha comportato una riduzione delle prestazioni in termini di crescita. Nessuna evidenza è stata trovata indicante una relazione positiva tra il tasso di crescita e l'incidenza di zoppie quando le diete sono formulate e integrate con criteri specifici per lo sviluppo scheletrico e articolare durante il periodo di allevamento.

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