Italia: la filiera corta guadagna consenso

Il provvedimento introduce inoltre le modalità di concessione del marchio di filiera denominato «chilometro zero».

Mercoledì 22 Maggio 2013 (4 anni 6 mesi 21 giorni fa)

Più di 70 deputati hanno firmato una proposta di legge per incentivare la filiera corta. E' stata assegnata alla Commissione Agricoltura della Camera la proposta di legge Norme per la valorizzazione dei prodotti agricoli e alimentari provenienti da filiera corta a chilometro zero e di qualità, nonché modifiche all'articolo 4 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228.

La proposta è finalizzata alla promozione del consumo di prodotti alimentari a «chilometro zero» provenienti da filiera corta.La proposta vuole anche valorizzare le piccole e medie imprese agricole, per lo più a conduzione familiare, che operano e vivono sul territorio, preservandone l'identità e la sopravvivenza e contribuendo, così, al loro mantenimento sul territorio.

Il provvedimento introduce inoltre le modalità di concessione del marchio di filiera denominato «chilometro zero». Sono considerati prodotti agricoli e alimentari a chilometro zero" i prodotti agricoli e alimentari provenienti da areali di produzione posti a una distanza non superiore a 70 chilometri di raggio dal luogo previsto per il loro consumo, o quelli per i quali è dimostrato un limitato apporto delle emissioni inquinanti derivanti dal trasporto calcolato dalla fase di produzione fino al momento del consumo finale".

Prevista l'istituzione, con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, del marchio di filiera «chilometro zero» che garantisce la qualità ambientale superiore del prodotto alimentare, connessa al ridotto apporto di emissioni inquinanti derivanti dal trasporto in tutti gli stadi della filiera. Tale marchio può essere evidenziato, assieme alle caratteristiche ed ai vantaggi di tali prodotti, nello scontrino rilasciato nei mercati e nelle strutture commerciali che vendono tali prodotti.

Viene anche modificata la disciplina amministrativa in materia di vendita diretta, in ordine agli effetti della comunicazione di inizio attività nonché alla possibilità per le imprese agricole di effettuare la somministrazione non assistita dei prodotti posti in vendita. Riconosciuta inoltre la possibilità di esercitare la vendita diretta a prescindere dalla destinazione edilizia dei fabbricati a ciò destinati, fatta salva l'osservanza della disciplina igienico-sanitaria.


Lunedì, 13 maggio 2013/Italia. http:www.anmvioggi.it

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