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Confronto tra i metodi PCR digitale e PCR in tempo reale per l'analisi quantitativa del virus della peste suina africana

Tecnica innovativa sviluppata dall'Istituto Zooprofilattico della Sardegna per migliorare la diagnosi del virus della peste suina africana...

Linearità del ddPCR P1 (a) e P2 (b) su diluizioni seriali del plasmide p72 da 104 a 1 copie/μl. Sono stati tracciati i punti dati per i valori assegnati (asse x) e misurati (asse y) ed è stata calcolata una linea di tendenza mediante regressione lineare.
Linearità del ddPCR P1 (a) e P2 (b) su diluizioni seriali del plasmide p72 da 104 a 1 copie/μl. Sono stati tracciati i punti dati per i valori assegnati (asse x) e misurati (asse y) ed è stata calcolata una linea di tendenza mediante regressione lineare.
14 Gennaio 2026
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Introduzione: La peste suina africana (PSA) è una malattia virale con un impatto socio-economico significativo e sulla salute animale, comunemente diagnosticata utilizzando tecniche molecolari. L'Organizzazione Mondiale per la Sanità Animale (WOAH) ha raccomandato due procedure di reazione a catena della polimerasi (PCR) in tempo reale altamente sensibili e specifiche (P1 qPCR e P2 qPCR) per il rilevamento affidabile e rapido del virus della PSA (ASFV).Il presente lavoro mirava a standardizzare due tecnologie PCR di terza generazione utilizzando gli stessi set di primer/probe raccomandati dalla WOAH.

Materiali e Metodi: Abbiamo sviluppato due protocolli di PCR digitale a goccia (ddPCR) e ne abbiamo confrontato le prestazioni analitiche con le qPCR sopra menzionate. Ciò ha comportato il test di un plasmide diluito serialmente contenente la sequenza del gene vp72 del virus della PSA come stampo. Sono stati inoltre analizzati campioni clinicamente positivi e negativi per confrontare entrambe le procedure PCR.

Risultati e discussione: I test ddPCR hanno dimostrato un'eccellente linearità (R2 = 0,999) su un intervallo dinamico da 104 a 1 copie/μl. I limiti di rilevabilità (LOD- limits of detections) erano pari a 3,48 e 2,80 copie/μl e i limiti di quantificazione (LOQ-limit of quantifications) variavano da 25 a 20 copie/μl rispettivamente per le procedure P1 e P2. I valori LOD erano paragonabili a quelli dei test qPCR. L'analisi dei campioni clinici ha evidenziato una forte concordanza tra qPCR e ddPCR, con valori di bias inferiori a 0,20, come determinato dall'analisi di Bland-Altman. I risultati di questo studio hanno indicato che il metodo ddPCR può essere adattato ai protocolli qPCR convalidati esistenti, consentendo la quantificazione di campioni a basso titolo virale con una sensibilità analitica simile. Inoltre, l'uso della ddPCR consente la quantificazione assoluta senza la necessità di una curva di calibrazione, fornendo uno strumento affidabile per la diagnosi del virus della peste suina africana (PSA) e la gestione delle epidemie. Potrebbe anche supportare gli sforzi globali per controllare la diffusione del virus della peste suina africana (PSA). Un'ulteriore validazione in diverse matrici (ad esempio, tamponi alimentari e ambientali) potrebbe ampliarne l'applicabilità nei contesti One Health.

Dei Giudici S, Bonelli P, Tilocca MG, Cau S, Angioi PP, Sechi AM, Vodret B and Oggiano A (2025) Comparison of digital PCR and real time PCR methods for quantitative analysis of African Swine Fever Virus. Front. Vet. Sci. 12:1704297. doi: 10.3389/fvets.2025.1704297

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