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Inizio del 2015 in attesa di cambiamenti

Dovremo aspettare fino a febbraio o addirittura marzo per decidere i contratto a termine sia per i cereali sia per la soia.

IL mercato è annebbiato dal Natale e Capodanno, come una marmotta che va in letargo; in Francia le cooperative sono chiuse per le feste, i "brookers" dei fondi e delle multinazionali sono a sciare o in giro per il mondo e pensa alla famiglia e non al mercato....

Il mercato in generale di questi giorni non fa nessuna mossa importante: sembra che salga un pò il frumento (finalmente la Russia ha confermato la minaccia ed ha aumentato le tasse per l'export) o il mais. Tuttavia nonostante un periodo di difficoltà logistiche evidenti, vedremo a gennaio come si riposizionano i prezzi. In quanto alla soia, è calata per l'ennesima volta e di nuovo non molto, meno di quanto ci si aspettava. L'effetto raccolto (record negli USA) ha avuto meno tendenza ribassista a causa dei problemi logistici e della grande domanda mondiale. Riassumendo, la soia ci ha dato una piccola soddisfazione a metà dicembre posizionandosi a circa 383 €/Tm per la soia 47%, per tornare a quotarsi a 408 €/Tm dopo un paio di settimane. Come al solito, i ribassi durano poco! Il peggio è che ora dobbiamo aspettare fino a febbraio-marzo per vedere se la pressione del raccolto in America latina (Brasile e Argentina) riesce a moderare i prezzi, dato che ad oggi il raccolto lì si prevede eccellente.

Previsioni per l'inizio del 2015

Sapendo che in questo mese siamo poco impegnati in questo, vedremo cosa potrà succedere nei primi mesi del 2015.

L'anno parte con i prezzi un poco più bassi rispetto al 2014 (inclusa la soia), ma non compenseranno in nessun modo la differenza dei prezzi dei prodotti finiti (suini, polli, uova), per cui sembrerebbe che i prossimi mesi non saranno facili per il settore. Da una parte il mais continuerà ad essere la "stella", proseguendo con l'offerta abbondante e con prezzi comparativamente più interessanti tra i cereali. Il frumento, nonostante i buoni raccolti, sono in mano ad agricoltori ed operatori del mercato, con sufficiente "moneta" per finanziare i magazzini, cosi rimangono fermi "seduti" e aspettano di vedere come si presenterà il raccolto, e nel frattempo ogni tanto, vendono qualcosa, cosi riescono a mantenere i prezzi con picchi di aumento. Così come stanno le cose fino al mese di febbraio/marzo, momento in cui potremo confermare i nuovi raccolti, non si vedranno aumentare le offerte sul mercato (questo se il raccolto sarà abbondante). Un fattore da considerare è che oggi il consumo di mais e di altri cereali come il triticale o il sorgo, ha preso il posto del frumento, che si è ridotto considerevolmente e che l'orzo molte volte è inesistente.

Infine, dobbiamo aspettare fino a febbraio/marzo per prendere decisioni a lungo termine sia per i cereali che per la soia. Tuttavia, se il mercato anticipa e presenta qualche opportunità di acquisto di mais a lungo termine (per esempio in questo ultimo mese il mais è stato quotato per giugno-settembre oppure giugno-dicembre a 173-175 €/Tm), allora si potrebbe fare qualcosa.

31 de diciembre de 2015

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