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L'Influenza Suina può persistere endemicamente nei cicli chiusi

Gli episodi infettivi possono durare oltre un mese a livello di popolazione, il che spiega perchè un nuovo lotto, dove sono presenti molti soggetti sensibili, possa essere infettato se i suini sono alloggiati in box diversi, ma nello stesso capannone (trasmissione aerogena).

Lunedì 14 Dicembre 2015 (3 anni 11 mesi 25 giorni fa)
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L'Influenza Suina normalmente è un'infezione sporadica che colpisce allevamenti suini da 1 a 3 volte l'anno in zone ad elevata densità. Tuttavia, studi recenti hanno dimostrato che il virus dell'Influenza tipo A (IAV-S) può stabilirsi nei cicli chiusi e persistere druante molto tempo attraverso infezioni ricorrenti ad ogni lotto ad una età definita.

Epidemiologi e virologi del laboratorio Anses Ploufragan, in Francia, hanno portato a termine una ricerca su 3 allevamenti a ciclo chiuso con infezioni persistenti che, nonostatne la vaccinazione delle scrofe nei confronti del IAV-S, continuavano ad avere l'influenza in modo ricorrente ad una certa età. Lo schema di vaccinazione delle scrofe durante il periodo di acclimatamento (2 interventi), con un'iniezione sistematica di richiamo alle scrofe 2 settimane prima del parto. Lo studio è consistito in un accompagnamento dettagliato di 3 lotti consecutivi di suinetti, dalla nascita fino al macello. Durante questo periodo, sono stati prelevati campioni in modo aleatorio da suinetti per la verifica del IAV-S (tamponi nasali durante gli episodi clinici) ed altri agenti infettivi. Sono state analizzate le caratteristiche dei suinetti monitorati (qualità dell'immunità materna, valutazione della risposta immunitaria post-infettiva, pratiche di management), per meglio comprendere i fattori associati alle infezioni ricorrenti da IAV-S in allevamenti a ciclo chiuso.

 

Caratteristiche epidemiologiche delle infezioni ricorrenti da influenza suina

I risultati mostrarono che questa forma epidemiologica dell'infezione da virus influenzale, era più frequente in fase di svezzamento rispetto all'ingrasso, anche nel caso di uno dei 3 allevamenti monitorati dove la forma clinica si  presentava in ogni lotto (svezzamento ed inizio ingrasso). Nei 3 allevamenti studiati, sono stati osservati uno o più casi clinici ad ogni lotto, con una marcata ripetibilità dell'età in cui avveniva l'infezione. In questi allevamenti, si notò una circolazione simultanea, o differita, di vari subtipi di IAV-S, incluso i principali subtipi circolanti della zona (Bretagna francesa): H1avN1 (tipo aviare) e H1huN2 (tipo umano). Questi virus si disseminano rapidamente nella popolazione (percentuale di replicazione elevata [R0], (vedere figura 1). Entrambi i subtipi possono essere responsabili della comparsa del virus ricombinante quando co-infettano un soggetto simultaneamente e che fu osservato in uno dei lotti dell'allevamento 3. Un'infezione precedente da un subtipo non determina immunità crociata nei confronti di altri subtipi, il che provoca un'infezione consecutiva negli stessi suini da 2 subtipi, con sintomi clinici ricorrenti.

Durante gli episodi di influenza che si rilevarono in questo studio: i primi suinetti che eliminarono il virus erano basicamente quelli che non avevano preso anticorpi materni dal colostro, specifici per l'IAV-S. Questi suinetti provenivano maggiormente da figliate con una percentuale elevata di adozioni e la maggior parte erano figli di scrofe di 1°parto. Indubbiamente, l'immunità passiva doveva ritardare l'eliminazione del virus, non prevenendo completamente dall'infezione, nè la loro eliminazione nè la trasmissione dell'IAV-S tra i fratelli del box. La trasmissione del virus si riduceva, ma non sufficientemente per prevenire la diffusione nella popolazione. Inoltre, la diffusione era più lenta rispetto alle infezioni che colpivano i suini completamente sensibili, il che determinava una malattia infettiva globale di tutta la popolazione (figura 1). Si osservò anche una interferenza tra la presenza di anticorpi materni (AM) e la risposta umorale post-infettiva, che comportava un'assenza di produzione di anticorpi rilevabili nei suinetti infetti in presenza di AM. Tuttavia, anche se questi suinetti non producevano anticorpi, non si è potuto dimostrare che continuavano ad essere completamente sensibili allo stesso virus. Questi suini infettati, in presenza di anticorpi materni, avevano anche la tendenza ad eliminare il virus durante un periodo superiore di tempo. Si è concluso, che le co-infezioni (Mycoplasma hyopneumoniae, PRRSv, PCV2) non erano all'origine dei casi ricorrenti nè quando le conseguenze cliniche erano più gravi, come nel caso delle infezioni associate PRRSv + IAV-S.

Tasso di replicazione (R0) in un contesto epidemico o endemico.

Replicazione virale in un contesto epidemido o endemico

 

Attrezzature per il controllo delle infezioni ricorrenti da IAV-S

A seconda della complessità del processo infettivo, che può includere uno o più virus e l'interferenza con gli anticorpi materni con la risposta immunitaria post-infettiva, le strategie di controllo si basano principalmente sulle  buone pratiche di management e nel rinforzamento della biosicurezza interna. Questi episodi infettivi possono durare oltre un mese, il che spiega perchè un nuovo lotto che includa molti suini sensibili possa essere infetto se sono in box diversi, ma nello stesso capannone (transmissione aerea). La segregazione rigida dei lotti è pertanto fondamentale, sopratutto perchè la trasmissione aerogena non è possibile tra sale, se i sistemi di ventilazione non sono comuni.

Riassumendo, si deve vietare il mescolamento dei lotti di  suini con differenti stati immunitari e infettivi(adozioni in sala parto, mescolamento allo svezzamento, mescolamento durante la fase di svezzamento). La comunicazione aerogena e la movimentazione del personale tra siti, si deve pianificare con attenzione per evitare contatto tra suini di età diversa.

L'IAV-S circola nella scrofaia, anche tra animali vaccinati ed è molto difficile identificare questa situazione perchè la durata dell'eliminazione del virus è ridotta e normalmente non sintomatica. Per evitare la riesposizione sistematica delle scrofe e per ridurre progressivamente la circolazione persistente dell'IAV-S nel capannone, è importante separare fisicamente le scrofe dai suini da ingrasso. Questa separazone include: animali (movimentazione tra i capannoni), personale (tute, stivali), attrezzatura e comunicazionoi aeree.

L'applicazione rigida di queste misure di controllo aiuta a migliorare la situazione negli allevamenti che lavorano in bande dove l'intervallo tra bande è lungo. Negli allevamenti con bande settimanali o bi-settimanali può essere necessario bloccare l'introduzione di nuovi lotti, spostando un lotto esternamente (se possibile). Gli allevamenti localizzati in zona ad elevata densità sono anche esposti ad un gran rischio di contaminazione dall'esterno dovuto alla trasmissione aerogena dagli allevamenti vicini o dai camion di trasporto. La biosicurezza esterna è essenziale in quanto rappresenta un rischio, così come i veicoli di servizio.

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