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Elevata percentuale di ritorni e scrofe vuote all'ecografia

Si constata un inusuale aumento dei ritorni tra i 31-39 gg. La maggior parte dei ritorni avveniva in scrofe rilevate negative all'ecografia e si manifestavano entro i 42gg.

Lunedì 24 Febbraio 2014 (5 anni 7 mesi 24 giorni fa)
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Introduzione

Si tratta di un allevamento con un livello sanitario convenzionale (PRRS +, ADV -), situato in una zona ad alta densità suinicola in Spagna. Le scrofe sono vaccinate con parvo / MR nel ciclo e ADV e PRRS (vaccino vivo) a tappeto ogni 4 mesi.

L'allevamento ha sempre avuto cattivi risultati nel reparto gestazione, con elevate percentuali di ritorni e scrofe vuote all'ecografia. In ottobre del 2009 si tentò di migliorare la situazione organizzando l'allevamento in bande ogni 2-3 settimane con svezzamento a 28gg e con acquisto delle dosi seminali da un centro specializzato. I risultati riproduttivi migliorarono sensibilmente, nella maggior parte dei lotti che superava il 90% di portata al parto.

A partire da febbraio 2010, la portata al parto cominciò a peggiorare nei lotti successivi fino a circa l'82% e la percentuale delle scrofe vuote all'ecografia aumentò fino a circa il 5% del totale delle scrofe coperte. Parallelamente aumentarono anche le scrofe con calori ritardati post-svezzamento.

L'allevamento fu visitato in agosto del 2010 e si effettuò una analisi dei ritorni degli ultimi 8 mesi per tentare di chiarire la situazione.

Ciclo % Ritorni Portata al parto (%) Totale Obiettivo Media annuale
1 9,3 85,8 Nº ritorni (RT) 174 <10 % 11,5 %
2 17,3 81,3 Total rit. in ciclo (RCT) 97 <6 % 6,4 %
3 15,6 76,1 Rit. in ciclo 1 (RC1) 73 4,8 %
4 6,1 85,7 Rit. in ciclo 2(RC2) 24 1,6 %
5 8,9 82,2 RC2/RT <10 % 24,7 %
6 4,5 79,5 Totale rit. aciclici (RAT) 55 <4 % 3,6 %
7 0 84,8 Rit. aciclici 1 (RA1) 32 2,1 %
8 0 80,0 Rit. aciclici 2 (RA2) 23 1,5 %
9 0 66,7 RAT/RT <30 a 35 % 31,6 %
RA2/RAT <30 % 41,8 %
Rit. precoci 8 < 0,5 % 0,5 %
Rit. tardivi 8 < 0,5 % 0,5 %
Vuote 6 < 0,5 % 0,4 %
Vuote ≥ 60gg: aborti 2
Vuote ≥ 60gg: ritorni 4

Análisis de repeticiones de febrero a agosto de 2010

Figura 1. Analisi dei ritorni febbraio-agosto 2010

Analisi dei ritorni degli ultimi mesi

  1. La percentuale totale dei ritorni è eccessiva: 11,5 %
  2. La portata al parto è bassa, però non varia eccessivamente tra le categorie di parto tra le scrofe. Le scrofe di 2° parto mostrano un risultato peggiore (attribuibile alla sindrome del 2° parto), e specialmente quelle di 3° parto è qualcosa di difficile da giustificare.
  3. Si osserva un inusuale aumento dei ritorni tra i 31-39 gg. La maggior parte dei ritorni delle scrofe avveniva nelle scrofe trovate vuote all'ecografia e comunque entro i 42gg (principalmente tra i 36 e 39 gg).

Principali conclusioni delle analisi sui ritorni

Una percentuale elevata di ritorni (31-39 gg) è difficile da spiegare. Rimanevano solo 2 spiegazioni :

Opzione 1: Che queste scrofe stavano perdendo la gravidanza tra i 25 e 35 gg dopo la copertura, il che non può essere perchè se questo fosse successo, si sarebbero dovute constatare le scrofe gravide all'ecografia, che si effettua a circa 25gg di gravidanza. Inoltre la maggior parte delle scrofe che risultavano gravide all'ecografia, rimanevano gravide successivamente. Per questo motivo, praticamente l'unica spiegazione rimaneva nella 2° opzione.

Opzione 2: Che alcune delle scrofe non erano realmente in calore al momento dell'inseminazione e che il loro calore reale non veniva identificato (“ritorni” tra 7 e 18 gg post-inseminazione) nella maggior parte di queste. Questo spiegherebbe anche lo 0,5 % di ritorni precoci (prima dei 18gg). Il risultato sarebbe un “ritorno” tra i 28 e 39 gg, dopo essere state trovate vuote all'ecografia, proprio quello che si osserva con l'analisi dei ritorni (Fig. 1).

Una analisi dei giorni delle scrofe coperte dopo lo svezzamento (Fig. 2) ci dice che praticamente nessuna scofa viene in calore a circa 25gg, quando dovrebbero farlo le scrofe nelle quali non è stato identificato il calore normale post-svezzamento.

Distribución de la salida en celo post destete

Figura 2. Distribuzione della venuta in calore post svezzamento (1° febbraio 2010 al 1° agosto 2011)

Inoltre si osserva un ritardo anomalo della venuta in calore, con un picco tra i 12-18 gg post svezzamento (circa il 12 % delle scrofe svezzate). Tuttavia, non ci sono troppi calori tra i 7 e 11 gg post svezzamento, che succederebbe quando vengono in calore quelle scrofe con calori ritardatari (per esempio quando escono scrofe dalle sale parto con cattiva condizione corporale).

Questo ci fa pensare che è probabile che una alta percentuale di scrofe vengano in calore durante l'ultima settimana di lattazione (si sta svezzando a 28gg). L'ipotesi sarebbe che alcune di queste scrofe sarebbero state coperte erroneamente dopo il loro svezzamento.

Questa ipotesi sarebbe supportata dai seguenti fatti:

  1. La maggior parte delle scrofe che risultavano vuote all'ecografia erano quelle coperte il lunedì della settimana di copertura (4 gg post svezzamento).
  2. Nel resto dei giorni c'erano meno insuccessi in generale (ritorni) e meno scrofe vuote all'ecografia in particolare.
  3. Esiste una elevata percentuale di scrofe con venuta in calore in ritardo. Sono la maggior parte di quelle coperte tra i lotti, dato che le scrofette venivano inserite nella settimana di copertura usando altrenogest. Sorprendentemente queste coperture avevano i migliori risultati.

Questa situazione si ripete nella maggior parte dei lotti e si aggrava a partire da settembre.

Il seme sembra non giocare un ruolo importante in quanto arriva tutti i giorni da un centro specializzato, eccetto i giovedì ed i fine settimane. Questi fatti rafforzano ancor di più la teoria che alcune scrofe (specialmente quelle del lunedì post-copertura) si stanno coprendo senza evidenziare il calore per una errata ricerca calori e probabilmente alla fretta nel coprire le scrofe il prima possibile subito dopo lo svezzamento.

Una delle possibilità per verificare questa ipotesi sarebbe identificare i calori in sala parto mediante ecografia post svezzamento (si vedrebbero le ovaie in fase luteale, con una immagine omogenea e tipica di questo periodo) oppure osservando le ovaie delle scrofe mandate al macello post svezzamento. In questo caso si realizzò una analisi del progesterone a partire da campioni di sangue di scrofe appena svezzate. Si sottoposero a campionamenti 58 scrofe svezzate il 25 novembre all'insaputa degli adetti. Quattordici scrofe (circa il 24% del lotto svezzato) mostrarono livelli elevati di progesterone, il che suggerisce che si trovavano in fase luteale e che avevano ovulato durante la lattazione.

Tabella 1. Livelli di progesterone di 58 scrofe svezzate

Livelli di progesterone (ng/ml) Numero di scrofe
Crescita follicolare ed ovulazione +/- 0,5 ng/ml 44
3-4 gg del ciclo estrale 3 – 5 ng/ml 5
7-8 gg del ciclo estrale +/- 15 ng/ml 9
14-15 gg del ciclo estrale +/- 30 ng/ml 0

Quattro di queste 14 scrofe sono state coperte il lunedì 29 di novembre e 1 il martedì 30. Ovviamente sono risultate negative all'ecografia. Convincere l'allevatore che il problema era la ricerca calore non è stato facile. Durante i mesi di novembre, dicembre, gennaio e febbraio i risultati sono stati particolarmente scarsi, coincidendo con i periodi più freddi e giornate più corte. Curiosamente, quando le scrofe entravano nel miglior periodo dell'espressione dell'estro, in questo allevamento succedeva il contrario. La causa non era una perdita di gravidanza, invece "le scrofe venivano troppo bene in calore", ossia molto presto. Venivano così bene in calore che il 25% delle scrofe presentavano il calore già in lattazione. Il problema era che in seguito la ricerca calore veniva fatta non in modo corretto, in modo veloce, con copertura di scrofe che non erano in calore.

Già in marzo i risultati iniziarono a migliorare, probabilmente grazie ai cambiamenti introdotti del nuovo metodo di ricerca calore. In aprile i risultati migliorarono in modo spettacolare, coincidendo con una migliore venuta in calore delle scrofe.

Perchè le scrofe venivano in calore in sala parto?

Alcune scrofe lattanti mostrarono picchi di LH similari a scrofe svezzate.

Se inoltre ci sono altri fattori che influenzano la qualità dello stimolo dei suinetti durante la lattazione, come figliate poco numerose, suinetti piccoli o deboli, diarrea, baliaggi....la situazione si aggrava. Ricordiamo che in questo caso le scrofe di terzo ciclo erano qulle che mostravano peggiori risultati (curiosamente le scrofe che più si utilizzano per il baliaggio).

Le micotossine, specialmente le ergotossine prodotte da Claviceps purpurea possono portare alla soppressione della prolattina, favorendo la venuta in calore, in questo caso non sono state eseguite analisi , ma potrebbe essere interessante controllare i livelli delle micotossine nei mangimi.

I livelli elevati di alimentazione durante la lattazione (sopratutto in inverno), sommati all'effetto del fotoperiodo (stimolando i livelli di melatonina), sono cause molto importanti nella venuta in calore. Questo è il motivo per il quale i risultati peggioravano durante i mesi invernali.

Análisis repeticiones periodo conflictivo

Figura 3. Analisi dei ritorni nel periodo conflittuale.
79 scrofe con ritorno tra il 1°-set-2010 e 1°-mar-2011 (media dei giorni dei ritorni: 33,6 gg)

Osservando in modo restrospettivo la distribuzione dei ritorni durante il periodo problematico (da settembre a marzo), si comprende cosa stava succedendo:

1. Una percentuale elevata delle scrofe venivano in calore in lattazione tra il 21-28 gg .

2. Alcune di queste scrofe sono state coperte in modo sbagliato, specialmente il lunedì della settimana di copertura.

3. La venuta in calore normale di queste scrofe sarebbe stato all'incirca a 14 giorni dopo lo svezzamento, e se coperte tornavano in calore al 10° giorno dopo la copertura.

4. Indubbiamente , pochi erano i ritorni rilevati dato che i calori non erano controllati bene in questo periodo post-copertura. Questo portava a scrofe vuote all'ecografia e ritorni a partire da 25-26 gg di gestazione, ma prima dei 42 gg. E' importante sottolineare che il picco dei ritorni osservato a 27gg potrebbe essere giustificato dal problema. Inoltre, alcuni ritorni di 23 gg potrebbero essere frutto delle scrofe ritornate in calore a circa 21 gg di lattazione e svezzandole a 42 giorni per esempio nel caso fossero usate come balie.

Conclusione

La qualità della ricerca calori continua ad essere una delle principali cause dei ritorni negli allevamenti di suini. Quando questo succede, si osserva un aumento di ritorni fuori ciclo, senza che questo significhi perdite di gravidanza. In questi casi, l'interpretazione dell'analisi dei ritorni deve essere realizzata con molta cautela. L'analisi dei ritorni per giorno della settimana può essere di aiuto per orientare la diagnosi.

La venuta in calore delle scrofe in sala parto è un problema in aumento, probabilmente come risultato di elevati consumi in lattazione, sommato al fatto che l'alta prolificità obbliga a realizzare molti pareggiamenti e baliaggi che possono determinare uan venuta in calore prematura. La lattazione non deve essere interrotta in presenza del calore. Un'analisi dell'intervallo svezzamento-copertura può aiutarci a valutare se questo sta succedendo nei nostri allevamenti.

Casi Clinici

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