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Problemi riproduttivi diffusi in condizioni di elevata sanità

Il proprietario ci chiama perchè ha osservato un calo delle performance negli ultimi mesi, però senza un parametro specifico che si fosse abbassato: la descrizione fu che "le scrofe in generale vanno peggio".

Lunedì 19 Giugno 2017 (3 mesi 29 giorni fa)

Descrizione dell'allevamento

Si tratta di un allevamento in Brasile con 1700 scrofe, negativo alla PRRS, che fa autorimonta senza l'acquisto di animali da fuori.

Comparsa del caso

Il caso sorge in modo improvviso:il proprietario segnala due problematiche

  • Una scarsa prolificità generale, storica.
  • Un calo delle performance negli ultimi mesi, ma senza un parametro specifico che dia nell'occhio, in conclusione...le "scrofe stan producendo meno".

Analisi del caso

In primo luogo, sono stati analizzati i dati produttivi dell'allevamento, per quantificare gli aspetti commentati dal proprietario ed identificare le possibili tendenze o variazioni temporali.

Tabella 1. Analisi delle tendenze produttive, 6 periodi di 12 mesi.

1/4/2010 31/3/2011 1/4/2011
31/3/2012
1/4/2012
31/3/2013
1/4/2013
31/3/2014
1/4/2014
1/3/2015
1/4/2015
31/3/2016
Totale Media
Coperture totali 4.252 4.364 4.479 4.490 4.583 4.568 26.736 4.456
Ritorni coperti 287 273 372 298 295 319 1844 307
% di ritorni 6,7% 6,3% 8,3% 6,6% 6,4% 7,0% 6,9%
Parti (figliate) 3600 3848 3808 3853 3966 4105 23180 3863
Nati totali 46.468 51.488 50.806 52.529 53.024 53.165 30.7480 51.247
N. totali/figliata 12,9 13,4 13,3 13,6 13,4 13,0 13,3
Nativivi 41.667 47.049 46.557 47.694 47.712 48.149 278.828 46.471
Nativivi/parto 11,6 12,2 12,2 12,4 12,0 11,7 12,0
Natimorti 2.602 2.417 2.369 3.212 3.928 3.520 18.048 3.008
(% sui Natitotali) 5,6% 4,7% 4,7% 6,1% 7,4% 6,6% 5,9%
Mummificati 2.199 2.022 1.880 1.623 1.384 1.496 10.604 1.767
(% sui Natitotali) 4,7% 3,9% 3,7% 3,1% 2,6% 2,8% 3,4%
Portata al parto 88,8% 88,1% 85,3% 86,1% 88,1% 88,4% 87,5%
Suinetti morti 3.504 3.709 2.937 3.303 2.854 2.952 19.259 3.210
(% di N. vivi) 8,4% 7,9% 6,3% 6,9% 6,0% 6,1% 6,9%
Scrofe svezzate totalmente 3.634 3.857 3.776 3.833 3.966 4.120 23.186 3.864
Suinetti svezzati 38.284 43.135 43.143 43.819 43.883 42.999 255.263 42.544
Mortalità pre-svezzamento 8,7% 8,6% 6,5% 7,5% 8,5% 10,8% 8,4%
Media svezzati/scrofa 10,5 11,2 11,4 11,4 11,1 10,4 11,0
Durata della lattazione 23,2 21,4 21,3 20,6 19,5 19,5 20,9
Inventario delle femmine
Inventario medio femmine 1.912 2.024 1.980 2.022 1.953 1.974 1.978
Inventario medio scrofette 377 407 340 390 284 265 344
Inventario medio scrofe 1.535 1.617 1.640 1.632 1.669 1.709 1.634
Età media femmine (parto) 2,1 1,7 1,8 2,0 2,2 2,3 2,0

I dati confermano le informazioni del proprietario:

  • La prolificità generale dell'allevamento è sempre stata bassa, anche se nell'ultimo periodo è scesa di praticamente mezzo suinetto rispetto ai periodi precedenti.
  • Le performance dell'allevamento si sono abbassate, però non in maniera generale, è successo specialmente in sala parto ed a causa fondamentalmente della mortalità pre-svezzamento.

Inoltre si prende atto che:

  • Durante gli ultimi 5 anni l'età media delle scrofe è continuata a salire, dai 1,7 parti fino agli attuali 2,3. Questo può influenzare i vari parametri produttivi.
  • Parallelamente al lento ma progressivo aumento di dimensione dell'allevamento, la durata della lattazione si è abbassata, dai 23,2gg di 6 anni fa fino agli attuali 19,5. Logicamente, questo calo può avere degli effetti sulla prolificità, che di nuovo verrà analizzata più avanti.

Bassa prolificità

Lo studio di questo parametro si basa fondamentalmente sulle analisi dei dati produttivi. La distribuzione per nº di parto dei nati vivi totali negli ultimi 12 mesi è la seguente:

Nati totali per N° di parto

Il grafico mostra che la prolificità si abbassa chiaramente dopo la prima lattazione, difatti, le primipare hanno una media quasi uguale alla globalità, quando normalmente è uno dei gruppi con minor prolificità. Pertanto, il problema sembra concentrarsi sulle pluripare. Posto che, come è stato commentato, la durata della lattazione è stata discendente, viene analizzato l'effetto di questa durata sulla prolificità successiva.

Tab 2. Risultati delle coperture per durata delle lattazioni precedenti, aprile 10-marzo 16

Totale cop. Monte per cop. Rit. tasso Media età della scrofa (parto) Parto tasso Concep. tasso Media Nat. vivi Media N. morti Media N. totali Media svezz. % oltre 125 gg
18 giorni 501 1,7 8,8% 2,1 82,4% 86,2% 11,2 0,8 12,4 10,8 95,2%
19 giorni 1.109 1,7 11,1% 2,4% 80,7% 83,0% 11,5 0,7 12,6 10,8 97,4%
20 giorni 1.872 1,6 9,1% 2,5 82,2% 85,8% 11,8 0,8 12,9 11,0 96,2%
21 giorni 4.761 1,6 8,1% 3,2 84,5% 87,8% 12,0 0,9 13,2 10,6 96,2%
22 giorni 4.799 1,4 6,6% 3,3 81,8% 88,1% 12,2 0,8 13,5 10,8 93,0%
23 giorni 2.240 1,2 8,8% 2,9 83,7% 86,0% 12,3 0,7 13,5 11,0 97,5%
24 giorni 987 1,1 10,0% 2,5 82,0% 84,2% 12,1 0,7 13,3 11,2 97,5%
25 giorni 527 1,1 10,6% 2,3 84,6% 85,0% 11,9 0,6 12,9 11,0 99,1%
26 giorni 438 1,0 13,9% 2,4 81,5% 82,5% 12,2 0,5 13,3 11,2 99,1%
Totale 18.922 1,4 8,5% 2,9 82,9% 86,5% 12,0 0,8 13,2 10,8 98,1%
Deviazione standard 0,64 1,72 3,37 1,32 3,63 3,51

Tra i 18 e 23 gg, la differenza è di oltre 1 suinetto. Pertanto, la breve durata della lattazione è una delle cause della bassa prolificità e questo effetto è aumentato negli ultimi periodi, a seconda del calo di questa durata.

Dall'altra parte, l'allevamento ha anche delle nonne (GGP), 2 genetiche diverse registrate. Viene analizzata la prolificità per N° di parto di entrambe le genetiche.

Grafico 2- Prolificità per N° di parto, genetica A vs genetica B, aprile 15-marzo 16
Grafico 2- Prolificità per N° di parto, genetica A vs genetica B, aprile 15-marzo 16

La genetica B ha una prolificità chiaramente inferiore alla A. Pertanto, questa genetica B sta penalizzando chiaramente la prolificità globale. In questo grafico inoltre bisogna rilevare che, in entrambe le genetiche, il 1° parto è uno dei più prolifici, il che rafforza l'ipotesi di problematiche della prolificità associate alle pluripare.

Il calo nell'ultimo anno

Nella Tabella 1 si osserva che la riduzione dell'efficienza nell'ultimo periodo era dovuta fondamentalmente ad un incremento della mortalità pre-svezzamento. Tuttavia, una analisi più approfondita dei dati di gestazione mostrano che i parametri come i ritorni aciclici e gli aborti sono aumentati in quest'ultimo periodo rispetto ai 3 precedenti.

Tab 3. Risultati in gestazione, 6 periodi di 12 mesi.

01-apr-10 31-mar-11 01-apr-11 31-mar-12 01-apr-12 31-mar-13 01-apr-13 31-mar-14 01-apr-14 31-mar-15 01-apr-15 31-mar-16
Coperture totali 1.719 3.538 4.418 4.485 4.577 4.565
(come % del totale) 7,4% 15,2% 19,0% 19,2% 19,6% 19,6%
Copertura ritorni 119 233 370 299 295 319
Tasso di ritorni 6,9% 6,6% 8,4% 6,7% 6,4% 7,0%
Intervallo medio dei ritorni 26,1 26,4 23,6 26,1 31,9 26,3
Ritorni precoci (<18) 2 6 1 6 0 4
Ritorni ciclici-1ª (18-25) 68 127 286 195 149 191
Ritorni aciclici (26-37) 36 75 69 55 41 86
Ritorni ciclici-2ª (38-46) 10 20 9 28 35 18
Ritorni tardivi (>46) 3 5 5 15 70 20
Ciclici-1ª a ciclici-2ª 6,80 6,35 31,78 6,96 4,26 10,61
Ciclico / aciclico 2,17 1,96 4,28 4,05 4,49 2,43
Aborti 37 165 101 98 110 134
Aborti di scrofette 16 22 10 8 17 15
Aborti di scrofe 21 143 91 90 93 119

In sala parto, oltre alla maggior mortalità pre-svezzamento, si trova un aumento del N° di scrofe che svezzano 0 suinetti.

Tab 4-Nº degli svezzati, 6 periodi di 12 mesi.

01-apr-10 31-mar-11 01-apr-11 31-mar-12 01-apr-12 31-mar-13 01-apr-13 31-mar-14 01-apr-14 31-mar-15 01-apr-15 31-mar-16
Scrofe svezzate totalmente 692 2.656 3.626 3.823 3.960 4.114
(come % del totale) 3,7% 14,1% 19,2% 20,3% 21,0% 21,8%
Scrofe svezzate senza figliata 31 143 202 185 293 362

Dopo l'analisi dei dati, viene effettuata la visita in allevamento. In sala parto si trovano parecchie figliate, sopratutto di scrofe giovani, con suinetti con bassa vitalità, cattivo aspetto e mancanza di ingestione di latte.

Foto 1 e 2. Sinistra: figliata con mancanza di ingestione di latte. Destra: Suinetti con bassa vitalit&agrave; con insufficiente ingestione di latte.
Foto 1 e 2. Sinistra: figliata con mancanza di ingestione di latte. Destra: Suinetti con bassa vitalità con insufficiente ingestione di latte.

Si trovano anche suinetti con emorragie e necrosi.

Foto 3 e 4: Emorragie ed edema nei suinetti.
Foto 3 e 4: Emorragie ed edema nei suinetti.

Si osservano anche emorragie nelle scrofe.

Foto 5. Emorragie nelle scrofe in lattazione.
Foto 5. Emorragie nelle scrofe in lattazione.

Si osservano anche necrosi vulvare e vulviti.

Foto 6 e 7: Sinistra: Necrosi vulvare in suinetto femmina lattante. Destra: Vulvite in suinetto femmina lattante.
Foto 6 e 7: Sinistra: Necrosi vulvare in suinetto femmina lattante. Destra: Vulvite in suinetto femmina lattante.

Tutti questi sintomi sono compatibili con una forte presenza di micotossine negli alimenti, in particolare zearalenone e vomitossina, e viene spiegata la perdita di performance riproduttive osservata negli ultimi mesi. L'intensità dei sintomi dipende dal tempo di esposizione e dalla concentrazione negli alimenti, anche se il quadro non offre dubbi sull'origine del problema.

Conclusioni e raccomandazioni

I 2 problemi descritti hanno fondamenta diverse e pertanto soluzioni diverse:

  1. Bassa prolificità. Si deve agire in 2 direzioni:
    • Se è possibile, incrementando la % di scrofe di genetica A e diminuendo quelle delle scrofe di genetica B: la differenza tra di loro è chiara, circa 1 suinetto in più a favore della genetica A.
    • Aumentando la durata della lattazione. Non sarebbe necessrio un gran aumento, che influenzerebbe gli altri parametri produttivi dell'allevamento. Sarebbe sufficiente un aumento di 2-3gg, che potrebbero portare tra lo 0,5 ed 1 suinetto nato totale in più. Con 30 posti in più di sala parto si potrebbe aumentare questa durata tra 2,5-3gg.
  2. Micotossine. L'obiettivo deve essere la riduzione o la eliminazione dei livelli di micotossina dai mangimi. Per fare questo bisogna evitare l'utilizzo di materie prime delle quali si sospetti il rischio come elevato ed inoltre bisogna inserire nei mangimi in maniera routinaria dei sequestranti efficaci di micotossine. A quanto pare, già ci sono degli antimicotossine aggiunti ai mangimi, pertanto, si raccomanda di verificare i dosaggi usati o cambiare il prodotto. Si raccomanda inoltre di implementare monitoraggi routinari sulle micotossine nelle materie prime utilizzate ed utilizzare antimicotossine all'interno di un protocollo di un piano di controllo di qualità rotinario.

Per ultimo, mettere in risalto che questo caso mostra la convenienza della combinazione della visita in allevamento con l'analisi esaustiva dei dati, per un miglior rilevamento delle cause di un determinato problema e le vie per poterlo risolvere.

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