Ecco il programma:
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• 08.30 – Mario Colombo
Fondazione Iniziative Zooprofilattiche e Zootecniche
Introduzione
• 08.40 – Vittorio Guberti
ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale
Saluti e presentazione della traduzione del manuale FAO sulla Peste suina africana nel cinghiale• 09.00 – Francesca Calvetti
Commissione Europea
Peste suina africana – situazione aggiornata in Europa• 09.40 – Giovanni Filippini
Commissario straordinario alla Peste suina africana – Ministero della Salute
La strategia nazionale di contrasto alla PSA• 10.00 – Luigi Ruocco
Direzione Generale della Salute Animale – Ministero della Salute
Dalle misure di biosicurezza dei suini alla gestione del cinghiale• 10.20 – Carmen Iscaro
Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Umbria e delle Marche
Aspetti peculiari della PSA in Italia• 11.00 – Silvia Bellini
Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell'Emilia-Romagna
Contesto ecologico ed epidemiologico della PSA in Lombardia• 11.40 – Ezio Ferroglio
Università degli Studi di Torino – Dipartimento di Scienze Veterinarie
Stima della popolazione di cinghiali e metodo REM• 12.20 – Andrea Monaco
ISPRA
Gestione del cinghiale in Italia dalla comparsa della PSA• 14.00 – Massimo Buconi
Federazione Italiana della Caccia
Il mondo venatorio e la PSA• 14.40 – Francesco Maraschi
Regione Lombardia
Applicazione delle norme nazionali nel contesto regionale: Lombardia• 15.00 – Bartolomeo Griglio
Regione Piemonte
Applicazione delle norme nazionali nel contesto regionale: Piemonte• 15.20 – Alessio Capecci
Regione Toscana
Applicazione delle norme nazionali nel contesto regionale: Toscana• 15.40 – Stefano Benedetti
Regione Emilia-Romagna
Applicazione delle norme nazionali nel contesto regionale: Emilia-Romagna
A quattro anni dalla sua comparsa in Italia, la Peste suina africana continua a rappresentare una grave minaccia per la filiera suinicola europea. Il virus, molto resistente nell’ambiente, si è diffuso in Europa a partire dal 2007 e oggi interessa numerosi paesi. Durante una tavola rotonda organizzata dalla Fondazione Iniziative Zooprofilattiche e Zootecniche, esperti e rappresentanti delle istituzioni hanno discusso le principali strategie di controllo.
I fattori di diffusione sono legati soprattutto alla scarsa biosicurezza, alla gestione delle carcasse di cinghiale e alle attività umane, mentre l’assenza di un vaccino rende più difficile il contenimento della malattia. In Italia circola il genotipo II del virus e le azioni di controllo coinvolgono in particolare Piemonte, Liguria, Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana. Per arrivare all’eradicazione resta fondamentale una forte collaborazione tra istituzioni, mondo scientifico e filiera suinicola.

































