Il Consiglio Agricoltura e Pesca dell'Unione europea, riunitosi il 30 marzo 2026, ha riunito i ministri dell'agricoltura degli Stati membri per la loro riunione mensile ordinaria, al fine di affrontare le principali sfide che il settore agroalimentare europeo si trova ad affrontare.
La sessione si è concentrata sugli sviluppi del mercato, sulla politica commerciale e sulla sostenibilità del sistema produttivo in un contesto caratterizzato da incertezza geopolitica e aumento dei costi.

Uno dei punti chiave è stato il bilancio del primo anno di attuazione della Visione per l'Alimentazione e l'Agricoltura 2040. I ministri hanno accolto con favore i progressi compiuti, come la semplificazione della Politica Agricola Comune (PAC) e la promozione del ricambio generazionale, concordando al contempo sulla necessità di rafforzare la resilienza, la competitività e la sicurezza alimentare.
Sono state inoltre evidenziate le iniziative future, tra cui una strategia specifica per il settore zootecnico, piani in materia di proteine e fertilizzanti e misure per promuovere la digitalizzazione.
In tema di commercio, il Consiglio ha discusso l'impatto degli accordi internazionali sul settore agroalimentare. Gli Stati membri hanno approvato le misure di salvaguardia incluse nell'accordo con il Mercosur e hanno auspicato che tale approccio venga esteso ad altri accordi. Hanno inoltre appoggiato la proposta della Commissione di rafforzare la reciprocità, compreso un possibile divieto di prodotti contenenti sostanze non autorizzate nell'UE e una riduzione dei limiti massimi di residui a livelli più rigorosi. È stata inoltre sottolineata la necessità di rafforzare i controlli alle frontiere e intensificare le verifiche sui paesi terzi.
Un altro tema chiave è stato l'aumento dei costi di produzione, in particolare per l'energia e i fertilizzanti, che continua a incidere sulla redditività degli allevamenti ittici. A questo proposito, i ministri hanno esortato la Commissione a elaborare misure specifiche per mitigare tali costi, soprattutto se la crisi energetica dovesse persistere.
Infine, è stata affrontata la transizione energetica nel settore della pesca e dell'acquacoltura, con l'obiettivo di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili senza compromettere la redditività economica del settore. Sono stati individuati ostacoli quali la mancanza di investimenti, l'invecchiamento della flotta e la bassa redditività, a conferma della necessità di un sostegno coordinato a livello europeo.
Martedì 31 marzo 2026/ Consiglio/ Unione Europea.
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