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Il trattamento termo-meccanico ed enzimatico della farina di soia migliora la digeribilità in fase di svezzamento

Il trattamento TE ha creato una fonte proteica che viene digerita più velocemente e in misura maggiore rispetto all'SBM, riducendo così la possibilità di fermentazione delle proteine...

17 Gennaio 2022
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Il trattamento termo-meccanico ed enzimatico ha permesso di accelerare ed aumentare la digestione delle proteine: da ciò risulta una maggiore quantità di aminoacidi disponibili per il deposito proteico e per la crescita, così come una minore fermentazione proteica.

La farina di soia (SBM Soybean meal) costituisce la principale fonte proteica nell'alimentazione suina, tuttavia il suo utilizzo è sconsigliato nelle diete dei suinetti in ragione dell'alto contenuto di fattori antinutrizionali (ANF anti-nutritional factors). Inoltre, il valore nutrizionale e la qualità della SBM possono variare ampiamente a seconda della cultivar, del metodo di coltivazione e di raccolta utilizzato ed in base al processo di lavorazione della stessa. Un trattamento termico eccessivo, ad esempio, può provocare l'effetto opposto, ovvero diminuire la digeribilità dei nutrienti e ridurre di conseguenza le performance dei suini. Lo studio condotto aveva lo scopo di valutare gli effetti del trattamento termo-meccanico ed enzimatico (TE) della SBM sia sulla cinetica della digestione in vitro delle proteine sia sulla digeribilità delle proteine e degli aminoacidi (AA) nei suinetti in svezzamento.

Figura 1. L'elaborazione facilitata da enzimi termomeccanici di SBM ha aumentato (P <0,05) la digeribilità ileale standardizzata (SID) di CP e SID di tutti gli AA fino al 3,3% rispetto a prima dell trattamento.
Figura 1. L'elaborazione facilitata da enzimi termomeccanici di SBM ha aumentato (P <0,05) la digeribilità ileale standardizzata (SID) di CP e SID di tutti gli AA fino al 3,3% rispetto a prima dell trattamento.

Ogni lotto di SBM (48% PG) è stato suddiviso in due gruppi omogenei: la SBM non trattata fungeva da gruppo di controllo, mentre la farina di soia sottoposta a trattamento termo-meccanico ed enzimatico (TES) fungeva da gruppo sperimentale. Ai fini dell'analisi della cinetica della digestione, i campioni sono stati incobati insieme agli enzimi per imitare prima la fase gastrica e successivamente quella duodenale. Le proteine sono state classificate nelle seguenti categorie: CPfast, CPslow e CPresistant, che corrispondono rispettivamente alle CP digerite entro i primi 30 minuti, tra i 30 minuti e le 4 ore, dopo 4 ore/non digerite. E’ stata applicata una cannula a “T” in corrispondenza dell’ileo e sono stati assegnati casualmente a tre differenti diete, ovvero: una dieta senza azoto e due diete costituite al 40% da SBM o TES come unica fonte di aminoacidi (AA).

Nei suinetti la digestione delle proteine entro le prime 4 ore (specialmente per quanto riguarda le CPfast) gioca un ruolo cruciale, in quanto garantisce una maggiore quantità di AA disponibili per il deposito proteico e fa sì che meno proteine vengano trasportate dall'intestino tenue all'intestino crasso (le cosiddette CPresistant). Un'elevata quantità di CPresistant comporta un'eccessiva fermentazione proteica da parte del microbiota, che a sua volta può provocare squilibri intestinali e diarrea, con conseguente riduzione della produttività dei suinetti e un incremento nell'utilizzo di farmaci. Il trattamento TE ha aumentato la digestione delle proteine nell'intestino tenue, riducendo le proteine CPslow e CPresistant, rispettivamente, del 48% e dell'11%. Nei suini si è osservato che il trattamento TE ha aumentato (P < 0,05) la digeribilità ileale apparente (AID) e la digeribilità ileale standardizzata (SID) di CP contenute nella TES del 2,3% e del 2,1% rispettivamente. Inoltre, il trattamento TE ha aumentato (P < 0,05) l'AID e la SID della maggior parte degli AA fino al 3,3%. Tutti questi effetti positivi sulla qualità delle proteine possono essere imputabili alla riduzione di ANF (fino al 91%) nella TES rispetto alla SBM non trattata, che si traduce in una riduzione dello stress a carico del tratto intestinale in virtù della ridotta inibizione degli enzimi digestivi e della diminuzione delle perdite endogene di proteine. Il trattamento TE, inoltre, può alterare la struttura proteica e fibrosa della SBM favorendo così l'accesso degli enzimi digestivi nei suini.

soya
soya

Figura 2. Il trattamento termomeccanico enzimatico di SBM ha migliorato la cinetica della digestione CP aumentando la %CPfast del 24% (P=0.039), tendendo a ridurre la %CP slow del 49% (P=0.06) e riducendo la %CP resistente di 11 % (P =0,002)) rispetto a prima dell'elaborazione.

Per concludere, si è osservato che la TES vantava un più alto contenuto di CPfast, una maggiore Digeribilità Ileale Standard e Apparente di proteine e aminoacidi, oltre che meno CPslow e CPresistant rispetto alla SBM non trattata. Di conseguenza, il trattamento TE ha prodotto una fonte proteica ideale per i giovani animali, che viene digerita più rapidamente e in misura maggiore rispetto alla SBM non trattata, riducendo il rischio di fermentazione proteica e favorendo l'equilibrio intestinale.

Thermomechanical and enzyme-facilitated processing of soybean meal enhanced in vitro kinetics of protein digestion and protein and amino acid digestibility in weaned pigs.Journal of Animal Science.Mai Anh Ton Nu, Ingrid Lupatsch, Joaquin S. Zannatta,Hagen Schulze,Ruurd T. Zijlstra. JAS 2020, Vol. 98, No. 8, 1–9 doi:10.1093/jas/skaa224

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