Leggere questo articolo in:

La preparazione delle scrofette. L'adattamento produttivo...

Parliamo di peso, età alla copertura, le gabbie, il flushing, la ricerca calori, separare o no le scrofette...

Il peso e l'età alla prima copertura

L'età e/o peso alla prima copertura è un parametro sempre in discussione e di grandissima importanza per la produttività futura. Vediamo cosa rispondono questi esperti:

Aparicio commenta che bisogna rispettare i consigli delle case genetiche, ma, in senso generale, si raccomanda di fare la prima copertura a circa 32 settimane di vita ad un peso di 140-150 kg, ugualmente importante è raggiungere il parto con 50 settimane di vita.

Ferrer ha le idee molto chiare: “la cosa più importante è il peso. Il mio obiettivo sono i 130-140 kg. Evitando al massimo scrofette troppo leggere o troppo pesanti. La maggior parte delle case genetiche sono molto efficienti nella conversione alimentare, quindi è molto più facile ingrassarle che dimagrirle.” Ferrer preferisce coprire le scrofette ad un peso anche qualcosa più leggero, cercando comunque di recuperare quanto manca durante la prima fase di gestazione.

Pertanto è fondamentale il controllo dell'alimentazione durante la fase di accrescimento. In particolare, il controllo del consumo dopo i 110-120 kg di peso. “Quando mangiano più di 3 kg di mangime al giorno, meglio iniziare a restringere le quantità”.

In controllo dei calori prima della copertura

Aparicio dà molta importanza al controllo dei primi calori.

Il periodo di adattamento è suddiviso in 2: le prime 4 settimane sono la quarantena e le 4 successive sono le fasi di infezioni ed adattamento. Dice: “nella fase di quarantena voglio un controllo visivo dei calori, non è importante segnare la data precisa, ma sapere quale scrofette hanno ciclato o no. In fase di infezione dobbiamo controllare i calori con il verro”.

Foto 1. Il controllo dei calori durante l'adattamento è uno degli aspetti di management chiave negli allevamenti. Permette inseminare la scrofetta al 2° o 3° calore controllato. Inoltre permette identificare le scrofette che non ciclano correttamente.
Foto 1. Il controllo dei calori durante l'adattamento è uno degli aspetti di management chiave negli allevamenti. Permette inseminare la scrofetta al 2° o 3° calore controllato. Inoltre permette identificare le scrofette che non ciclano correttamente.

Aparicio commenta che la maggior parte degli allevamenti usano il sistema 3 colori per il controllo dei calori. Ogni settimana si segnano i calori con un colore diverso: rosso, verde o blu. Questi 3 colori, a rotazione, preparano già le coperture e i calori in forma ordinata per gruppo di copertura, in modo facile e visivo. La registrazione visiva durante la fase infettiva dovrebbe seguire la stessa procedura. In questo modo è molto pratico aggregare le scrofette alla banda di copertura.

Ferrer preferisce il controllo dei calori dal 1°giorno in quarantena. Se ben fatto, avremo già 2 calori controllati prima della copertura. “Per me questo è un dato che indica la qualità del lavoro fatto in fase di adattamento.”

L'adattamento in gabbie

Un consiglio comune di tutte le linee genetiche è che per favorire una buona ovulazione, le scrofette non devono subìre restrizioni alimentari i 10-15 giorni prima della copertura. Questo è incompatibile con il porre le scrofette per la prima volta in gabbia e solo pochi giorni prima della loro copertura.

Foto 2. Se le scrofette si inseminano in gabbia, dovranno essere adattate a queste in precedenza, per evitare che le gabbie interferiscano con la pratica del flushing o con l'ovulazione. Nella foto si osserva la pratica della registrazione dei valori non coperti con un colore diverso ad ogni settimana.
Foto 2. Se le scrofette si inseminano in gabbia, dovranno essere adattate a queste in precedenza, per evitare che le gabbie interferiscano con la pratica del flushing o con l'ovulazione. Nella foto si osserva la pratica della registrazione dei valori non coperti con un colore diverso ad ogni settimana.

Allora dobbiamo vedere come adattare le scrofette se alloggiate in gabbia prima.

Aparicio avverte: “Uno dei mali di tutti gli allevamenti è la mancanza di spazio, una volta nei capannoni di gestazione è difficile avere spazio disponiblie per tutte le scrofette per almeno 15 giorni prima della copertura”. Quindi il miglior modo di farlo è che durante la seconda fase di adattamento, già nella fase di infezione in quarantena, le scrofette possano stare in gabbia. In questo modo si adattano produttivamente durante l'adattamento sanitario: vaccinazioni, ecc...

Ferrer ricorda che la parte dell'adattamento in gabbia, negli allevamenti dove la seconda fase di gestazione funziona con autoalimentatori, le scrofette devono abituarsi alla macchina per entrare e mangiare prima della copertura. Per questo sono necessari, secondo la sua esperienza, 4 settimane.

Il flushing

La pratica del flushing o aumento del consumo energetico delle scrofette prima della copertura è una tecnica che ha come obiettivo migliorare l'ovulazione e la sopravvivenza embrionale.

Ferrer insiste nell'idea che, molte volte, l'adattamento in gabbia è troppo corto, impedendo di aumentare in modo sostanziale il mangime delle scrofette da 10-15 giorni prima della copertura. In alternativa si consiglia l'uso di 75-100 grammi di zuccheri o destrosio alcuni giorni prima della venuta in calore.

Ricerca calori e prima copertura

I due veterinari concordano su un punto: è necessario ricercare i calori ed inseminare le scrofette ad ogni 12 ore, con inseminazione cervicale o tradizionale e sempre con il verro davanti. Ferrer sottolinea un dettaglio pratico da non trascurare: in molti allevamenti si fa la ricerca dei calori nelle scrofette dopo le scrofe. Se il verro è lo stesso, spesso i verri arrivano già stanchi e poco stimolanti.

Segregazione delle scrofette

Chiediamo ai due esperti qual'è la loro opinione sulla pratica di tenere le scrofette separate nei capannoni o in reparti diversi da quelli delle scrofe. E' una pratica frequente che si applica per ragioni produttive e sanitarie.

Aparicio dice che non separa le scrofette. “Mi piace includere la scrofetta coperta nella banda di copertura dal 1°giorno in cui la copro. E poi, dal punto di vista sanitario, non vedo vantaggi... preferisco che le scrofette proseguano l'adattamento durante tutta la gestazione”.

Anche Ferrer concorda, nella sua esperienza, la segregazione a volte porta ad un peggioramento al 2°parto per mancato adattamento nella prima gestazione. In cambio, si consiglia che durante la copertura e nel primo mese di gestazione le scrofette non siano intervallate con le scrofe. Se comunque vicine, facilita il management, anche per il fatto che alle scrofette il tipo di inseminazione è solo del tipo cervicale, invece nelle pluripare si può usare l'inseminazione post-cervicale: queste tecniche hanno procedure diverse, oltre che evitare che le scrofette si spaventino o si intimidiscano con la presenza di verri molto grossi.

In conclusione, sono molti i punti chiave nella preparazione delle scrofette alla prima copertura. Se ben fatti, e se esiste una costanza nell'applicazione di tutti i dettagli che riguardino la sanità, l'alimentazione, il management, avremo un buon inizio di un gruppo di soggetti che rappresentano il futuro dell'allevamento...

Commenti sull'articolo

Questo spazio non è dedicato alla consultazione agli autori degli articoli, ma uno spazio creato per essere un punto di incontro per discussioni per tutti gli utenti di 3tre3
Pubblica un nuovo commento

Per commentare ti devi registrare su 3tre3 ed essere connesso.

Non sei ancora utente 333?registratie accedi ai prezzi dei suini,cercatore, ...
È gratuito e rapido
Sei già registrato 333?LOGINSe hai dimenticato la tua password te la inviamo qui

tags