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Si stanno complicando gli svezzamenti? (1/3)

Negli ultimi anni, la produzione di suini è soggetta a vari cambiamenti che hanno costretto gli allevatori ad adattarsi. Alcuni di questi cambiamenti hanno un impatto diretto sullo svezzamento...

Uno dei cambiamenti più recenti, e che influisce maggiormente su questa fase, è quello derivante dalle politiche di riduzione dell'uso degli antibiotici che vengono applicate in diversi paesi.

Lo svezzamento era tradizionalmente un momento in cui l'uso preventivo degli antibiotici era abituale a causa dei fattori specifici che concorrono in questa fase (figura 1).

En el destete coinciden una serie de factores que lo convierten en una fase de elevado riesgo sanitario: Pérdida de la inmunidad maternal; Inmunidad propia aún no totalmente desarrollada; Dejan de recibir IgA de la leche; Cambio de dieta líquida a sólida; Estrés del destete asociado a la mezcla de lechones, cambio de ubicación, etc. Foto cedida por Lali Coma
En el destete coinciden una serie de factores que lo convierten en una fase de elevado riesgo sanitario: Pérdida de la inmunidad maternal; Inmunidad propia aún no totalmente desarrollada; Dejan de recibir IgA de la leche; Cambio de dieta líquida a sólida; Estrés del destete asociado a la mezcla de lechones, cambio de ubicación, etc. Foto cedida por Lali Coma

In una serie di articoli parliamo con 3 veterinari, Patricia Prieto, Lali Coma e Josep Bragulat, di come stanno affrontando questa nuova situazione e quali misure o protocolli stanno applicando.

Sono aumentate le patologie o la mortalità negli ultimi mesi negli svezzamenti?

I 3 autori concordano che è meno di quanto pensassero, anche se per alcuni di loro c'è un certo aumento.

C'è una coincidenza totale in quanto la presenza del virus PRRS, circolante o meno, è un fattore determinante per il buon funzionamento dello svezzamento. Nelle aziende con PRRS stabile la riduzione dell'uso di antibiotici è più facile del previsto.

Bragulat segnala un certo aumento del problema digestivo dalla riduzione dell'uso di antibiotici in modo preventivo, ma non in generale delle altre patologie: "Per noi un fattore essenziale è che la PRRS è molto controllata, abbiamo lavorato con aziende di moltiplicazione stabili per un lungo periodo alla PRRS, con vaccinazione delle scrofe e scrofette. Ciò significa che non abbiamo una situazione di salute complicata ". Sottolinea che "nella mia pratica quotidiana lavoro in un'area in cui la maggior parte dei miei clienti sono ancora allevamenti medio-piccoli (meno di 800 scrofe) e che sono gestite dal proprietario. Forse questo spiega anche parte della situazione. "

Coma riporta un'esperienza simile: "Una delle chiavi è avere la PRRS sotto controllo. Anche così, c'è un certo aumento delle patologie digestive e in certe occasioni casi di meningite causata da Streptococcus suis.”

Per Coma c'è anche un certo aumento delle malattie apparentemente più controllate o non osservate clinicamente: dissenteria, pleuropolmonite, rinite atrofica, ecc... La ragione di ciò è che gli antibiotici impedivano l'insorgenza clinica, sebbene la malattia esistesse. Senza il loro uso preventivo, in alcuni casi, compaiono dopo molti anni.

Secondo l'esperienza di Coma, la mortalità si alzerà dell'1% tra lo svezzamento e l'ingrasso in molti allevamenti. L'esperienza di Prieto è qualcosa di diverso. La sua pratica quotidiana è svolta in un'area ad alta densità, con un gran numero di allevamenti di grandi dimensioni e un sistema di integrazione.

"Lavoriamo da anni alla riduzione degli antibiotici digestivi, in generale con grande successo, ma negli ultimi mesi si sono verificati gravi episodi di PRRS nell'area in cui lavoro, il che ha comportato un forte aumento dei problemi negli svezzamenti. Anche gli allevamenti che non avevano avuto problemi digestivi per un pò di tempo, senza usare alcun antibiotico per agire sui germi digestivi, ora li hanno di nuovo ".

A parte la PRRS, ci sono oggi altre malattie virali che vedete con frequenza negli svezzati, che complicano la situazione?

Coma afferma che, sebbene siano casi isolati, vengono diagnosticati casi di influenza suina in svezzamento. Sono allevamenti dove i suinetti hanno un quadro respiratorio allo svezzamento. Questi casi rispondono bene alla vaccinazione dei riproduttori ed alla vaccinazione dei suinetti, fin tanto che non nascono figli da scrofe vaccinate.

Nella sua esperienza, non c'è una grande ondata di circovirosi. "Quando diagnostico un caso clinico di circovirosi in svezzamento, è quasi sempre correlato ad una circolazione in sala parto. Alcune scrofette arrivano negli allevamenti poco immunizzate nei confronti del PCV2 e non conferiscono l'immunità materna ai loro suinetti, quindi, vengono infettati prima della somministrazione dei vaccini.

Prieto concorda che ogni anno vengono diagnosticati alcuni casi di influenza in svezzamento. Per lei i casi di circovirosi non sono affatto frequenti al giorno d'oggi.

Oltre alla riduzione degli antibiotici, quali altri fattori influiscono su quello che succede nella fase di svezzamento?

Coma e Prieto, non hanno dubbi che l'uso delle genetiche iperprolifiche abbia un impatto diretto sul funzionamento degli svezzamenti (foto 2).

Destetar muchos lechones no es fácil y conseguir que la gran mayoría sean de calidad y buen peso tampoco, sin embargo es imprescindible para poder reducir el uso de medicaciones en los destetes. Foto cedida por Antonio Caballero.
Destetar muchos lechones no es fácil y conseguir que la gran mayoría sean de calidad y buen peso tampoco, sin embargo es imprescindible para poder reducir el uso de medicaciones en los destetes. Foto cedida por Antonio Caballero.

Per Prieto la diagnosi è chiara, l'iperprolificità permette di aumentare le produzioni, ma parallelamente si assiste ad un aumento della movimentazione dei suinetti, aumentano i suinetti colostrati male, c'è un peso inferiore allo svezzamento e, cosa più importante, più suinetti che arrivano allo svezzamento senza un'età fisiologica corretta ".

"Noi insistiamo sui nostri integrati sul fatto che costruiscano più posti in sala parto, come minimo ne devono avere per 5 settimane di parti, per svezzare nei prossimi 28 giorni e chiediamo loro un peso medio allo svezzamento di 6 kg".

Coma, anch'esso rimarca su questo problema: "Stiamo lavorando molto nelle sale parto, uno degli obiettivi principali è quello di portare le scrofe ad allattare più suinetti possibile e fare meno balie. Ciò ha un effetto diretto sugli svezzamenti. " Stiamo anche implementando miglioramenti a molti livelli: alimentazione in gestazione e soprattutto nuovi sistemi di alimentazione ad-libitum in sala parto con sistemi di alimentazione elettronica, che migliorano notevolmente il consumo delle scrofe e quindi la loro produzione di latte ".

Bragulat, ci dà un diverso punto di vista: "Lavoriamo con riproduttori di genetiche che non sono così prolifiche. La nostra priorità è ridurre al minimo il costo kg carne al macello al di sopra della produttività. Per questo abbiamo bisogno di suinetti di buona qualità allo svezzamento. Partiamo dal presupposto che le nostre produzioni sono un gradino sotto rispetto a quelle di altri allevatori che le usano, ma noi abbiamo la priorità di avere un buon peso ed età dei suinetti allo svezzamento. "

Conclusioni

In breve, possiamo concludere che il minor uso della terapia antibiotica "di per sé" sta generando meno problemi del previsto. Tuttavia, esistono degli handicap di tipo sanitario, come la presenza del virus della PRRS o altri di natura produttiva, come la dispersione dell'età e dei pesi associati ad un aumento della produzione, che può portare ad una considerevole complicazione in alcuni allevamenti.

Nel 2° articolo ci concentreremo su come gli esperti affrontano specificatamente la prevenzione dei problemi digestivi senza l'uso di antibiotici come la colistina...

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