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La trasmissione dei patogeni nei suini: una prospettiva pratica...

I patogeni dei suini che si trasmettono maggiormente per contatto diretto, da suino a suino, di solito si contengono con i programmi di biosicurezza e con le strategie di gestione attuali. Tuttavia, i patogeni che si trasmettono per altre molteplici vie, sembrano eludere i sistemi di biosicurezza standard...

Introduzione

Gli agenti infettanti hanno la necessità di trasmettersi da un ospite ad un altro per sopravvivere. La probabilità di trasmissione è la probabilità che un contatto tra una fonte infettante ed un ospite sensibile riesca a trasmettere il microrganismo. Questo dipende dal tipo di contatto, dal patogeno, dall'ospite infettante e da quello sensibile (Halloran, 2001). A livello di capannone, sistema o regione, la dinamica di trasmisione di un patogeno tra box, allevamenti o sistemi, di solito definisce l'espressione clinica della malattia, l'impatto economico ed il valore potenziale degli interventi. I patogeni dei suini che si trasmettono maggiormente per contatto diretto, da suino a suoino, come il Sarcoptes scabiei o Pasteurella multocida sono normalmente contenuti con i programmi di biosicurezza e le strategie di management attuali. Dall'altra parte, i patogeni che si trasmettono per molteplici vie, includendo il contatto indiretto mediante aerosol o fomiti contaminati, come il virus dell'afta (FMDV) o il virus della sindrome riproduttiva e respiratoria  dei suini (PRRSV), sembrano aggirare i sistemi di biosicurezza standard (Desrosiers, 2011). La trasmissione diretta gioca il suo ruolo nella dinamica della malattia, mentre la trasmissione indiretta rappresenta una sfida considerevole per il settore suinicolo a causa della possibiltà di trasmissione ed introduzione di malattie con lunghe distanze, così come la limitata capacità dei test diagnostici di rilevare gli agenti infettanti sui vettori, molto minori che nei suini vivi.

 

Contatto narice-narice tra suini

 

Il contatto

La trasmissione delle malattie può avvenire mediante contatto diretto tra l'ospite infetto e quello sensibile, per esempio narice con narice, o per contatto indiretto quando i vettori biologici o meccanici (aria, acqua, mangime, strutture, equipaggiamenti o persone) si contaminano con l'agente infettante e sono esposti ad ospiti sensibili mentre il microrganismo è ancora infettante. Per comprendere i fattori che influenzano la "velocità di trasmissione", è interessante comprendere il concetto del numero riproduttivo basico R0 definito come il numero previsto di casi secondari originati a partire da una unica infezione in una popolazione completamente sensibile (Jones, 2007). Quando R0 è minore di 1 l'infezione non progredirà, invece se è maggiore di 1 si estenderà a tutta la popolazione. Per esempio, agenti infettanti molto contagiosi come il PRRSV o il virus dell'influenza suina, sono capaci di trasmettersi più rapidamente tra suini, box e allevamenti rispetto ad agenti con una trasmissibilità minore come il il virus dell'Aujeszky o la Brachyspira hyodysenteriae. Quanto maggiore è il contatto tra suini (p.e. box di gestazione), box (p.e. divisorie aperte fatte di tubi...) o allevamenti (p.e. poca biosicurezza in zone ad alta densità), più rapidammente si trasmetteranno le malattie. Inoltre, quanto maggiore è il periodo infettante (p.e. Actinobacillus pleuropneumoniae), più suini sensibili potranno infettarsi a partire dallo stesso "disseminatore" rispetto ad un organismo infettante con periodi infettanti più brevi, come la gastroenterite trasmissibile (TGEV).

Quando l'ambiente è contaminato o i vettori sono dei trasmettitori, appaiono altri fattori...Gli agenti infettanti con capacità di sopravvivere più tempo nell'ambiente, come il circovirus suino tipo 2 (PCV2) o l'Ascaris suum, sono potenzialmente capaci di infettare un maggior numero di suini sensibili rispetto agli altri agenti più fragili, come i micoplasma. I protocolli di lavaggio-disinfezione-asciugatura e il sistema del tutto pieno/tutto vuoto, riducono l'accesso dei suini sensibili agli oggetti contaminati da suini infetti rispetto al flusso continuo.

 

Il patogeno

La virulenza può essere interpretata come la misurazione della velocità con la quale il patogeno uccide il proprio ospite. Quando si analizza la virulenza dalla prospettiva del costo-beneficio per l'organismo, il costo può essere definito come la capacità del patogeno a mettere fuori combattimento l'ospite ed il beneficio come la capacità di moltiplicarsi. Sembra che la natura favorisca gli organismi con meno costo e più beneficio; in questo modo, per il patogeno non è prioritario ammazzare l'ospite o per lo meno, di non farlo troppo rapidamente. Solo i germi più capaci di una popolazione sopravviveranno, si replicheranno ed infetteranno altri ospiti. La crescita di varie generazioni in un breve spazio di tempo permette l'espansione dei caratteri desiderati in una popolazione. In questo modo, i patogeni si sono evoluti sviluppando meccanismi per disseminarsi dall'ospite nella maggior quantità possibile durante il maggior tempo possibile, per sopravvivere di più nell'ambiente o per trasmettersi per altre molteplici vie (tabella 1).

Tab 1. Caratteristiche associate con la trasmissione indiretta di alcuni patogeni.

Agente Durata del periodo infettivo Sopravvivenza nell'ambiente Dose infettante Trasmissione indiretta
PRRSV Lungo Baja Bassa/Intramuscolare
Alta/Intramuscolare-Per Os
Aria, insetti, carne, fomiti, persone
PCV2 Lungo Alta Bassa Installazioni, fomiti, tessuti, ratti?
Influenza Corto Baja Bassa? Aria, persone, uccelli
PEDV Corto Alta Alta? Installazioni, fomiti, veicoli, mangimi?
GET Corto Alta (invierno) Bassa/giovani
Alta/adulti
Fomiti, cani, storni, mosche, gatto?, volpe?
Afta Corto (suini) Alta ? Ruminati domestici e selvatici, persone, veicoli, fomiti
PSC ? Media Bassa? Aria, persone, carne, fomiti, veicoli
Aujeszky Media Alta Alta Aria, carne, installazioni, veicoli
Mycoplasma hyopneumoniae Lungo Bassa ? Aria,?
Actinobacillus pleuropneumoniae Lungo Bassa ? Aria, persone installazioni
Brachispira hyodysenteriae Lungo Alta Alta Roditori, persone, installazioni, acqua
Streptocuccus suis ? Alta ? Mosche, uccelli, mangimi, fomiti,aria
Erysipelothrix rhusiopathiae Lungo Bassa Alta Uccelli, mammiferi domestici e selvatici

Nota: queste valutazioni sono stime soggettive a partire dalla letteratura disponibile per esemplificare i concetti riassunti in questo abstract. Sono necessarie ulteriori ricerche per determinare i valori specifici.

 

L'ospite

La fonte del patogeno è, in origine, una popolazione suina infetta. Gli oggetti, gli insetti, gli uccelli, le persone e gli altri mammiferi esposti a questa popolazione si contaminano, diventando essi stessi potenziali vettori. Nel picco dell'infezione ci sono molte vie possibili, però normalmente nelle ultime fasi dell'infezione è necessario un contatto diretto più intimo per trasferire con successo l'agente infettante ad un ospite sensibile. Per esempio, il PRRSV può essere rilevato negli aerosol per meno di 2 mesi, nei fluidi orali per circa 3 mesi, però nelle tonsille per più di 4 mesi. La trasmissione indiretta può anch'essa giocare un ruolo nelle popolazioni infette endemicamente. Negli allevamenti di riproduttori con immunità omogenea e bassa escrezione, gli ultimi individui infetti possono contribuire a perpetuare la malattia contaminando i vettori (Thompson et al., 2012). Inoltre, è stato dimostrato che la grandezza e la durata dell'escrezione di certi patogeni possono ridursi mediante un trattamento antibiotico o vaccinazione (Linhares et al., 2012). Un programma completo di biosicurezza a livello di popolazione recettiva può ridurre sighificativamente il rischio per la maggior parte dei patogeni dei suini: tuttavia, la vaccinazione o gli antibiotici di solito non prevengono l'infezione.

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