Leggere questo articolo in:

L'Alta Temperatura vicino alla scrofa al parto, provoca stress...

Il gruppo CALDO ha avuto una temperatura rettale superiore il 1° giorno dopo il parto (P < 0,05); la temperatura superficiale delle mammelle fu più elevata, di preciso dello 0,9°C in più per tutto il periodo registrato (P < 0,05)...

Venerdì 27 Luglio 2018 (10 mesi 29 giorni fa)
1 mi piace

Articolo commentato

R. Muns J. Malmkvist M. L. V. Larsen D. Sørensen L. J. Pedersen. 2016. High environmental temperature around farrowing induced heat stress in crated sows. Journal of Animal Science 94 (1), 377–384. https://doi.org/10.2527/jas.2015-9623
Leggere il riassunto dell'articolo

Commento

Sappiamo tutti che la Temperatura di Confort Termico dei suinetti e nella prime 24-48 ore supera i 30°C, mentre per la scrofa non dovrebbe superare i 20ºC. Una delle principali caratteristiche di una buona sala parto è provvedere condizioni ambientali diversificate (sopratutto per la temperatura) per scrofe e suinetti. Per ottenere queste condizioni, ogni sforzo è necessario, iniziando con la costruzione di strutture ben coibentate finendo con un sistema di ventilazione efficace (in grado di rinnovare l'aria in modo corretto e regolare la temperatura ambientale della sala), concludendo con un sistema di riscaldamento efficace nella zona nido. Tuttavia, è difficile convincere l'allevatore a realizzare miglioramenti in sala parto dei nostri allevamenti e alla fine non è possibile un controllo efficiente di entrambe le condizioni necessarie. Di fatto, paesi con marcata stagionalità, non trovano un corretto funzionamento nè in inverno nè in estate. Quello che riteniamo essere una buona struttura è quella in grado di mantenere l'ambiente vicino all'ideale per il 90% dei giorni dell'anno. Nelle aree mediterranee d'estate non è difficile avere temperature medie superiori ai 25° in sala parto. Da un altro lato, in altri periodi dell'anno è normale accendere il riscaldamento un giorno prima la data prevista del parto, mettendo a rischio la distinzione dei due ambienti climatici, consigliando infine di dare priorità ai suinetti nelle prime 48 ore post parto e poi dare priorità ai fabbisogni della scrofa per la produzione di latte.

Per questo motivo abbiamo realizzato uno studio che valutasse lo stress da caldo al parto e le conseguenze sulla figliata. Lo studio, realizzato in Danimarca, iniziò all'entrata di sala parto (108 gg di gestazione), fino a 9 giorni dopo il parto. Avendo a disposizione sale parto con ambiente controllato e applicando 2 trattamenti sperimentali: controllo, con la temperatura ambientale che si mantiene stabile a 20ºC e caldo, dove la temperatura aumenta da 20 a 25ºC tra il 112°gg ed il parto (115) riducendo progressivamente fino ai valori iniziali di 20°C al 3° giorno post parto. Le scrofe alloggiate al "caldo" hanno riposato più tempo in decubito laterale, hanno avuto una maggior frequenza respiratoria (FR) (33-50% superiore il giorno del parto e quello prima); la temperatura rettale e alla superficie della ghiandola mammaria fu di 1,0 e 0,9º C superiori, rispettivamente. Il trattamento non ha influenzato il numero dei nati vivi nè dei nati totali, ma le scrofe al "caldo" hanno avuto parti più lunghi ed alla fine della prima settimana di lattazione, hanno ingerito 1 kg in meno di mangimi ed hanno svezzato suinetti più leggeri.

Questi risultati sono stati ottenuti in condizioni non commerciali, dove esiste una variazione giornaliera di temperatura all'interno delle sale generando uno stress improvviso alla scrofa, senza che abbia il tempo di adattarsi prima del parto e che potrebbe condizionare l'interpretazione dei risultati. E' nostra opinione che siamo davanti ad una prova in più che se non ci sono ambienti adeguati diventa difficile ottimizzare il benessere e la produttività delle scrofe in sala parto. Da un altro lato, il risultato più pratico di questo studio è che utilizzando solamente un termometro o strumenti più sofisticati, come il termografo, possiamo diagnosticare situazioni di difficile interpretazione per decidere cosa fare, in modo semplice, economico e obiettivo. La postura della scrofa è un'altro indicatore da considerare, ma molto più difficile da quantificare.

Riassunto dell'articolo originale

R. Muns J. Malmkvist M. L. V. Larsen D. Sørensen L. J. Pedersen. 2016. High environmental temperature around farrowing induced heat stress in crated sows. Journal of Animal Science 94 (1), 377–384. https://doi.org/10.2527/jas.2015-9623

L'obiettivo di questo esperimento fu quello di studiare l'impatto della temperatura ambientale elevata (25°C) a ridosso del parto sulle scrofe in gabbia dove gli è impossibile avere un comportamento di termo-regolazione. Per lo studio, sono state alloggiate 20 scrofe in 2 sale parto in gabbie convenzionali. Una sala consiste nel CONTROLLO e la temperatura è stata mantenuta tutto il tempo a 20°C. Nell'altra, CALDO, la temperatura iniziale era di 20°C che in seguito subì un aumento graduale fino ai 25°C dai 112 ° giorno fino ai 115 giorni di gestazione, dopo di che gradualmente ritornò ai 20°C. Le scrofe sono state continuamente videoregistrate per la valutazione dei comportamenti. Sono state annotate la frequenza respiratoria dal 3° giorno prima del parto fino a 5 giorni dopo il parto, le temperature rettali dal 1° giorno prima del parto all'8° giorno dopo il parto e la superficie delle mammelle dal parto fino a 3 giorni dopo. Tutte le misurazioni sono state raccolte giornalmente. Il peso delle scrofe fu registrato il giorno 108 di gestazione e al parto. Il grasso dorsale fu misurato il giorno del parto quando le temperature della sala tornò a raggiungere i 20°C e allo svezzamento. I suinetti sono stati pesati ai giorni 1, 14 e 21.

Le scrofe della sala CALDO passarono la maggior parte del tempo coricate, rispetto al CONTROLLO, sia nelle 16 ore prima come nelle 24 ore dopo il parto (P < 0,05), ma non ci fu differenza significativa nelle quantità di ore coricate tra entrambi i gruppi (P > 0,10). Il gruppo CALDO ha avuto una temperatura rettale superiore il 1° giorno dopo il parto (P < 0,05); la temperatura superficiale delle mammelle fu più elevata, di preciso dello 0,9°C in più, per tutto il periodo registrato (P < 0,05). La durata del parto del gruppo CALDO tese ad essere più lungo (P < 0,10). La FR fu superiore per le scrofe CALDO il 1° giorno prima e il giorno dopo il parto. Nei giorni 7, 8 e 9, le scrofe CONTROLLO consumarono più mangimi (P < 0,05) e i suoi suinetti furono più pesanti a 21 giorni dopo il parto (P < 0,05). La temperatura elevata a ridosso del parto alterò il comportamento posturale delle scrofe. Le scrofe hanno reagito allo stress termico con l'aumento della FR vicino al parto, ma sia la temperatura rettale, sia quella delle mammelle erano aumentate, indicando che le scrofe non riuscivano a compensare l'elevata temperatura ambientale. La temperatura ambientale elevata influenzò negativamente il consumo di mangimi provocando un effetto negativo sul peso dei suinetti allo svezzamento. Alte temperature vicino al parto, superiori a 25°C compromette il benessere delle scrofe nelle gabbie e le performance dei loro suinetti.

Prodotti associati al negozio on line

Commenti sull'articolo

Questo spazio non è dedicato alla consultazione agli autori degli articoli, ma uno spazio creato per essere un punto di incontro per discussioni per tutti gli utenti di 3tre3
Pubblica un nuovo commento

Per commentare ti devi registrare su 3tre3 ed essere connesso.

Non sei ancora utente 333?registratie accedi ai prezzi dei suini,cercatore, ...
È gratuito e rapido
Sei già registrato 333?LOGINSe hai dimenticato la tua password te la inviamo qui

tags