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MRSA associato ai suini d'allevamento: ci dobbiamo preoccupare?...

Dopo oltre una decade ci sono poche evidenze che suggeriscono che MRSA sia associato agli animali di interesse zootecnico, che sia una minaccia imminente per la sanità pubblica, anche in paesi con un'alta prevalenza nei suini.

Lunedì 6 Marzo 2017 (2 anni 6 mesi 17 giorni fa)
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Sono passati 10 anni da quando abbiamo scoperto che gli animali di interesse zootecnico potevano ospitare lo Staphylococcus aureus resistente alla meticillina (MRSA) e che si sarebbe potuto trasmettere all'uomo. Il tema del MRSA associato agli animali di interesse zootecnico (conosciuto anche come LA-MRSA, livestock animal dalle sigle in inglese), in particolare nei suini, fu al centro di dibattiti dell'impatto sulla salute pubblica dell'uso degli antibiotici in zootecnia. Nonostante lo S. aureus sia un "residente abituale" delle fosse nasali e della pelle dell'uomo, solo il  20% delle persone sono portatori permanenti. Tuttavia, lo S. aureus è uno dei principali patogeni opportunisti nell'uomo, che causano infezioni cliniche che variano da banali a...fatali ed il rischio è più elevato nei portatori. Le infezioni nell'uomo con ceppi resistenti agli antibiotici, sopratutto MRSA, implicano maggiori costi per la salute pubblica e prognosi peggiori. E' fondamentale comprendere l'impatto degli animali come serbatoi di MRSA  per poter rispondere velocemente ad alcune domande chiave.

Lo S. aureus  è probabilmente un ospite normale di molti mammiferi e volatili. Non è una sorpresa, e si sa da parecchio tempo che i microbi possono passare dagli animali all'uomo che interagiscono tra loro. Finora la grande maggioranza degli studi si è concentrata sulla linea MRSA ST398 che è molto diffusa nei suini di tutta Europa, anche se esistono altre varianti (incluso ST9 in Asia; ST5 nel Nordamerica) che ugualmente si sono adattate ai suini e che possono acquisire resistenza alla meticillina ed essere trasmesse all'uomo. Ci sono molte opinioni rispetto alla comparsa del LA-MRSA, ma la temporalità e la distribuzione della sua presenza negli allevamenti di suini, continua senza una spiegazione. Sembra che LA-MRSA sia relativamente poco frequente nei suini degli Stati Uniti, nonostante le varianti sensibili alla meticillina di ST398, ST9 e ST5 siano molto diffuse negli allevamenti di suini (Sun et al, 2015). Al contrario, l'LA-MRSA ha una prevalenza molto elevata in allevamaenti di alcuni paesi (p.e. Dinamarca e Olanda) che hanno ridotto di molto l'uso di antibiotici nei suini, pertanto, devono esserci altri fattori oltre a quello dell'uso degli antibiotici (p.e. elevati livelli di zinco nella dieta e disinfettanti) che sono in grado di selezionare ceppi resistenti (Slifierz et al, 2015)

Non ci sono dubbi che l'LA-MRSA causa infezioni cliniche nell'uomo e, occasionalmente, casi gravi anche letali. Tuttavia non tutti gli MRSA sono uguali: i ceppi che vivono negli animali di interesse zootecnico sono portatori di geni meno virulenti, sono meno trasmissibili tra uomini e normalmente causano quadri meno gravi rispetto ai ceppi umani (Becker et al, 2017). Recentemente, si è stimato che la prevalenza di infezioni cliniche da ceppi di origine umana di MRSA ST398 (da lievi a gravi) è di  <3/100.000 abitanti/anno in Danimarca e Germania (Goerge et al, 2017). Confrontando la prevalenza annuale di tutti i casi invasivi e mortali di MRSA negli USA, si è stimato in 32 e 6 ogni  100.000 persone, rispettivamente (Klevens et al, 2007); uno studio nello Stato dell'Iowa, ad elevata densità suinicola, ha riscontrato che meno del  <0,5% di tutti i casi di MRSA avevano potenzialmente la loro origine negli animali di interesse zootecnico (Nair et al, 2016).

Una cosa strana del LA-MRSA è che mentre il rischio di esposizione è assurdamente concentrato nelle persone che lavorano con gli animali, circa un terzo dei casi clinici riportati erano di persone che non avevano avuto contatto con animali di interesse zootecnico. Una recente revisione bibliografica cita che tra il  24% - 86% dei tamponi nasali effettuati ad allevatori di suini, erano positivi allo MRSA ST398 in vari studi diversi, ma solamente 12 studi di infezioni cliniche, la maggior parte lieve, in persone che avevano avuto contatto con animali d'allevamento. I 3 casi mortali documentati, erano di lavoratori d'allevamento suinicolo con situazioni di salute compromessa, caratteristicha comune nella maggioranza delle infezioni gravi nell'uomo riportate ad oggi. Per quanto riguarda la comparsa di casi di LA-MRSA in persone non esposte agli animali, la trasmissione uomo-uomo è la spiegazione più probabile. E' sempre più evidente che l'LA-MRSA può persistere in alcune figure professionali in suinicoltura per oltre un anno, con presenza di numeri relativamente alti del microbi e questo potrebbe implicare la trasmissione nelle famiglie e negli ambiti sociali (Walter et al 2017; Sun et al in pubblicazione). Ad oggi ci sono poche evidenze che le fonti alimentari o ambientali possano contribuire in modo significativo al rischio dell'esposizione nell'uomo.

Modello concettuale delle vie di esposizione e rischi d&#39;infezione da S. aureus associati agli animali d&#39;allevamento
Modello concettuale delle vie di esposizione e rischi d'infezione da S. aureus associati agli animali d'allevamento

In generale, dopo oltre una decade, ci sono pochi indizi che suggeriscono che la LA-MRSA presupponga una minaccia imminente per la sanità pubblica, anche nei paesi con alta presenza di suini. Tuttavia, il rischio di esposizione è elevato per i lavoratori di allevamenti positivi :gli allevamenti sono luoghi nei quali è facile subìre lesioni lievi. E' importante assicurarsi che vengano adottate misure di buon senso per ridurre i potenziali rischi. Si deve incentivare i lavoratori affinchè utilizzino equipaggiamenti di protezione personale e adottino le buone pratiche d'igiene, lavandosi regolarmente le mani con acqua e sapone. E' importante prestare particolare attenzione alle ferite esistenti e a quelle nuove (pulirle e coprirle fino alla completa cura), e rivolgersi al medico se si sviluppano eventuali infezioni.

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