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Deatech:Come sconfiggere l’ANTIBIOTICO RESISTENZA negli allevamenti?

L’Escherichia Coli in zootecnia è considerato il più diffuso tra i batteri patogeni negli allevamenti. Colpisce, infatti, tutte le specie allevate, a qualsiasi età, e in tutte le tipologie produttive.

Mercoledì 22 Giugno 2016 (1 anni 3 mesi 4 giorni fa)
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optdatIl Team Optiporc dell’azienda DEATECH ha avuto il piacere di partecipare alla giornata di approfondimento sull’antibiotico resistenza tenuta dal Dott. Maurizio Scozzoli.

Durante questa giornata si è parlato degli esperimenti contro alcuni ceppi batterici che hanno dimostrato resistenza agli antibiotici e di come intervenire nell’allevamento del suino.

Qui sotto vi riportiamo i contenuti.

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MAURIZIO SCOZZOLI: “Il settore zootecnico è particolarmente coinvolto dal problema dell’antibiotico resistenza ed è sempre alla ricerca di nuove soluzioni.

L’Unione Europea e le autorità sanitarie nazionali cercano sempre più di fronteggiare il problema attraverso misure restrittive e incentivando un impiego “prudente e ragionato” dell’utilizzo degli antibiotici.

E’ pertanto necessario implementare misure di biosicurezza e, laddove possibile, di profilassi immunizzante nonché il ricorso a prodotti alternativi composti da miscele di oli essenziali che vanno a combattere Coli e ceppi batterici resistenti.

In un insieme di lavori fatti insieme all’Istituto Zooprofilattico abbiamo notato che il problema dei Coli è molto diffuso non solo nei suini ma anche negli avicoli.

Inoltre, il problema dell’antibiotico resistenza, va al di là del problema zootecnico, perché sta diventando una emergenza mondiale in campo umano, la cosiddetta farmaco resistenza ospedaliera”.

I risultati dell’ultimo rapporto annuale a dimensione europea curato dall’EFSA e dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) sottolineano ancora una volta che la resistenza agli antimicrobici costituisce un serio rischio per la salute umana e per quella animale. Nel rapporto risulta chiara e inequivocabile la correlazione tra farmaco resistenza e la presenza di allevamenti.

Da qui nasce la presa di posizione dell’UE e di diversi stati membri che hanno messo in campo diverse iniziative per contrastare il problema. Ad esempio, il Ministero Italiano e alcuni gruppi avicoli hanno firmato un accordo per la riduzione in 2 anni del 40% dell’uso degli antibiotici.

 

Escherichia Coli in zootecnia

 

L’Escherichia Coli in zootecnia è considerato il più diffuso tra i batteri patogeni negli allevamenti. Colpisce, infatti, tutte le specie allevate, a qualsiasi età, e in tutte le tipologie produttive.

E’ solitamente responsabile di infezioni sistemiche (favorite da fattori condizionanti di natura virale e/o ambientale) e di gravi perdite economiche legate agli indici di mortalità, alla riduzione delle performance zootecniche e all’aumento degli scarti in fase di macellazione.

 

Valutazione della sensibilità antibiotica di ceppi di Escherichia Coli  isolati da specie avicole allevate e da avifauna selvatica in collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico.

deatMAURIZIO SCOZZOLI: “Abbiamo fatto delle prove per vedere se i Coli presenti negli allevamenti, che sono a contatto con i farmaci, creano resistenza, a differenza di quelli che vivono nell’ambiente naturale, negli avicoli selvatici.

Negli allevamenti industriali il 54% dei Coli isolati presentano multi resistenza, sono quindi resistenti a più di un antibiotico. Nel 28% dei casi persino a 3 antibiotici.

Lo studio ha evidenziato preoccupanti livelli di resistenza nei confronti di beta-lattamici ad ampio spettro (Amoxicillina e Ceftiofur), fluorochinoloni (enrofloxacina), aminoglicosidi (spectinomicina), sulfonamidi.”

Queste sono molecole ampiamente utilizzate nella terapia delle infezioni batteriche la cui perdita di efficacia può comportare problemi anche per la mancanza di valide alternative.

Infatti negli ultimi 2 convegni a livello internazionale in ambito umano, di cui uno si è svolto in Inghilterra, l’argomento principale è stato la farmaco resistenza ospedaliera e da qui sono emerse diverse problematiche tra le quali quella che le aziende farmaceutiche mondiali sono poco predisposte ad investire sulla ricerca di nuove molecole. Questa mancanza di investimenti è dovuta al fatto che i costi per individuare e poi mettere sul mercato una nuova molecola sono molto elevati.

Dagli stessi atti dei convegni è emerso che se razionalizziamo l’uso degli antibiotici i batteri tornano ad essere più sensibili a questi. Questa potrebbe quindi essere una possibile soluzione al problema.

Un’altra soluzione possibile sarebbe quella di abbinare gli antibiotici a molecole naturali che hanno una attività antibatterica diretta e che ci possono aiutare nella gestione sanitaria dell’allevamento.

MAURIZIO SCOZZOLI: “In un allevamento di conigli, nonostante l’utilizzo nel mangime di 3 diversi antibiotici, utilizzati di continuo, abbiamo notato che le perdite erano salite fino al 37% – con un indice di mortalità oltre il 35%. Dalle prove di isolamento nelle feci e nella flora microbica, abbiamo trovato 1 solo bacillo, quando invece ce ne sarebbero dovute essere almeno 200 specie diverse. Questo si era selezionato attraverso l’utilizzo continuo di antibiotici e resisteva a tutto! Abbiamo quindi fatto una prova per un mese togliendo tutti gli antibiotici; inserendo degli immunostimolanti e miscele di oli essenziali a cicli. I risultati zootecnici sono migliorati ma il dato più interessante è che dopo un mese e mezzo, analizzando ancora la flora microbica intestinale, abbiamo visto che questa era tornata alla normalità e si era ricreata e il bacillo “super resistente” era sparito”.

Risulta quindi importante trovare nuove soluzioni in ambito zootecnico per affrontare la farmaco resistenza che potrebbe poi causare diverse problematiche in campo umano.

Oggigiorno, con l’aumento della sensibilità pubblica su questo argomento, è prevedibile un incremento di normative europee che vadano in questa direzione e favoriscano lo sviluppo di soluzioni alternativi.

 

Determinazione della M.I.C. di due miscele di oli essenziali (K POLAR) e dei singoli principi attivi in esse contenuti nei confronti di ceppi di Escherichia Coli.

Studio degli effetti dell’associazione tra gli oli essenziali e gli antibiotici nei confronti dei quali i ceppi studiati presentavano una o più resistenze.

 

MAURIZIO SCOZZOLI: “Prova con a disposizione una selezione di ceppi di Escherichia Coli isolati da allevamenti industriali nel 2015 e resistenti ad uno o più dei seguenti antibiotici: AMOXICILLINA – ENROFLOXACIN – GENTAMICINA.

In questo caso abbiamo messo in atto un sistema di determinazione della M.I.C. - metodo della microdiluizione che ci da la sensibilità all’antibiotico e anche a quale dosaggio. (micro pozzettini).

Sono stati utilizzati Coli di campo patogeni sia da allevamenti avicoli che da allevamenti suinicoli presenti in Pianura Padana.

Lo studio si è centrato su circa 20 Coli ognuno resistente a uno dei 3 antibiotici fino ad arrivare a ceppi resistenti a tutti e 3 gli antibiotici (amoxicillina, baytril e gentamicina).

È stata fatta una comparazione tra 2 miscele di K-Polar ( prodotto della LINEA K DEATECH) e selezionato i componenti della miscela che hanno dato i risultati migliori.

Abbiamo fatto anche un terzo studio su quali potevano essere le interferenze tra le miscele di oli essenziali e gli antibiotici, nel caso li dovessimo utilizzare insieme.

In studi in campo umano è stato evidenziato che l’utilizzo degli Oli Essenziali va ad aumentare l’efficacia dell’antibiotico (efficacia anche doppia o tripla rispetto alle condizioni normali).

Dall’elaborazione dei dati abbiamo creato un parametro che indica se l’abbinamento tra l’antibiotico e la miscela di oli essenziali è sinergico (aumenta l’efficacia dei singoli componenti) o additivo o peggiorativo.

Il passo successivo sarà fare delle prove di campo che confermino l’efficacia dell’utilizzo di queste miscele di olii essenziali negli allevamenti che presentano antibiotico resistenza”.

 

I PRODOTTI DELLA LINEA K

  • K- FORCE: Combattere e prevenire le infiammazioni.
  • K- MUNE: Stimolare e rafforzare il sistema immunitario.
  • K- GEL: Spray per uso locale con attività antibatterica, antifungina, antinfiammatoria e cicatrizzante.
  • XENOLAC: Promuovere una flora intestinale positiva, in particolare, mantenere il microbiota efficiente.
  • NUTRAGEL SUINETTI: Promuovere una flora intestinale positiva: azione antibatterica intestinale (suinetti).
  • K- POLAR L: Specifico per le patologie gastro-intestinali (Salmonelle, Coliformi, Clostridi ecc.) ed enteriti del suino.
  • K- PULMIL: coadiuvante dietetico indicato nelle patologie dell’apparato respiratorio.

Deatech - giugno 2016

Commenti sull'articolo

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Mario Bacchiocchi22-Giu-2016 (1 anni 3 mesi 4 giorni fa)

molto interessante e preoccupante visto che le grandi aziende farmaceutiche (in primis Bayer) stanno invece lottando con sangue e miliardi di dollari per accaparrarsi i soliti brevetti per nuove molecole al fine di produrre le solite medicine e peggio ancora i soliti pericolosissimi antibiotici. E' un bene per l'intera umanita' il fatto che una buona fetta (ancora molto piccola purtroppo) dell'umanita' (ivi compresi gli addetti ai lavori) stiano da tempo ripensando ai rimedi offertici da millenni dalla stessa natura. Bene avanti cosi', saluti Mario

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