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Accordo storico che proteggerà 100 indicazioni geografiche europee in Cina e viceversa

L'UE e la Cina hanno concluso negoziati su un accordo bilaterale per proteggere da 100 imitazioni e usurpazione di 100 indicazioni geografiche europee in Cina e 100 indicazioni geografiche cinesi nell'UE...

Giovedì 7 Novembre 2019 (29 giorni fa)
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Questo accordo storico dovrebbe comportare vantaggi commerciali reciproci e la domanda di prodotti di alta qualità da entrambe le parti. Conformemente all'impegno assunto nell'ultimo vertice UE-Cina dell'aprile 2019, l'accordo costituisce un esempio concreto di cooperazione tra l'Unione europea e la Repubblica popolare cinese che riflette come base l'apertura e l'adesione di entrambe le parti alle norme internazionali per relazioni d'affari.

La Cina è la seconda destinazione delle esportazioni agroalimentari dell'UE, il cui valore è stato di 12,8 miliardi di euro nel periodo di dodici mesi tra settembre 2018 e agosto 2019. È anche la seconda destinazione delle esportazioni dell'UE di prodotti protetti come le indicazioni geografiche, che rappresentano il 9% del loro valore, compresi vini, prodotti agroalimentari e alcolici.

Il mercato cinese ha un alto potenziale di crescita per alimenti e bevande europei, con una classe media in crescita che apprezza i prodotti europei autentici, emblematici e di qualità. Ha anche un proprio sistema di indicazioni geografiche ben consolidato, con specialità che i consumatori europei potrebbero ora scoprire grazie a questo accordo.

Prodotti come Cava, Champagne, Feta, Whisky irlandese, Münchener Bier, Ouzo, Polska Wódka, Porto, Prosciutto di Parma e Manchego sono inclusi nell'elenco delle indicazioni geografiche da proteggere in Cina. Tra i prodotti cinesi, l'elenco comprende, ad esempio, Pixan Dou Ban (pasta di fagioli di Pixian), Anji Bai Cha (tè bianco Anji), Panjin Da Mi (riso Panjin) e Anqiu Da Jiang (zenzero Anqiu).

Dopo la conclusione dei negoziati, l'accordo sarà ora soggetto a controllo legale. Per quanto riguarda l'UE, la sua approvazione sarà quindi richiesta al Parlamento europeo e al Consiglio. L'accordo dovrebbe entrare in vigore entro la fine del 2020.

Quattro anni dopo la sua entrata in vigore, il campo di applicazione dell'accordo sarà esteso a altre 175 indicazioni geografiche di entrambe le parti. Tali denominazioni devono seguire la stessa procedura di registrazione delle 100 denominazioni già coperte dall'accordo (vale a dire valutazione e pubblicazione per osservazioni).

Mercoledì 6 novembre 2019/ DG Agri/Unione Europea.
https://ec.europa.eu

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