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Prevalenza del PCV-3 nei cinghiali

Il cinghiale è suscettibile all'infezione da PCV-3, osservando un'alta frequenza di rilevazione in questa specie animale...

Martedì 30 Ottobre 2018 (21 giorni fa)
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La prevalenza del circovirus suino 3 (PCV-3) è stata poco studiata nei cinghiali e la dinamica dell'infezione e della distribuzione virale nei tessuti è attualmente sconosciuta.

Il presente studio ha utilizzato campioni di siero di 518 cinghiali selvatici (raccolti tra il 2004 e il 2018) per studiare la frequenza dell'infezione. Inoltre, i campioni di siero di 19 cinghiali catturati e ricatturati sono stati raccolti almeno due volte durante un periodo da 1 mese a 1 anno per determinare la dinamica dell'infezione da PCV-3. Infine, per chiarire la distribuzione organica del DNA del PCV-3, sono stati prelevati campioni di siero, diversi tessuti e feci da 35 cinghiali aggiuntivi. Il DNA del PCV-3 è stato estratto e amplificato con una PCR convenzionale. È stata eseguita una PCR quantitativa sui sieri da campioni longitudinali e sui diversi tipi di tessuti positivi. La sequenza del genoma è stata ottenuta da diversi campioni PCR positivi di PCV-3 di diversi anni, diversi tempi di infezione e tessuti.

I risultati ottenuti hanno confermato la suscettibilità del cinghiale al virus, mostrando un'alta frequenza di rilevazione di PCV-3 (221 su 518, 42,66%) e osservando la circolazione almeno dal 2004. I dati compilati indicano la possibilità di infezioni a lungo termine poiché 5 campioni PCR positivi su 10 campionati longitudinalmente hanno mostrato positività in campioni prelevati a distanza di oltre 5 mesi. Tutti i tipi di tessuto analizzati ospitavano il genoma del PCV-3, rilevando la più alta percentuale di PCR positiva nei linfonodi sottomandibolari, nelle tonsille, nei polmoni, nel fegato, nella milza e nei reni. La quantità di DNA in tutti i campioni positivi alla PCR analizzati era da moderata a bassa. Le sequenze totali e parziali del DNA di PCV-3 ottenute hanno mostrato un'elevata identità del nucleotide, superiore al 98%.

In conclusione, questo studio conferma che il cinghiale è suscettibile all'infezione da PCV-3, mostrando un'alta frequenza di rilevazione in questa specie animale. Inoltre, il PCV-3 può essere trovato in diversi tessuti e apparentemente può causare un'infezione persistente.

Klaumann F, Dias‐Alves A, Cabezón O, et al. Porcine circovirus 3 is highly prevalent in serum and tissues and may persistently infect wild boar (Sus scrofa scrofa). Transbound Emerg Dis. 2018;00:1–11. https://doi.org/10.1111/tbed.12988

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