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Quali strumenti utilizzare per valutare lo stato di Condizione Corporale delle scrofe gestanti?

Questi risultati suggeriscono che l'osservazione della CC, come indice per determinare la quantità di mangimi da somministrare, una volta fatta la diagnosi di gravidanza, permette di soddisfare i fabbisogni delle scrofe giovani, ma non di quelle adulte.

Lunedì 19 Novembre 2018 (24 giorni fa)
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Per avere una buona produttività delle scrofe ed una buona longevità, è necessario conoscere la forma più obiettiva possibile per valutare la condizione corporale (CC), l'evoluzione crescente e decrescente delle riserve durante la gestazione e lattazione, traducendo in numeri fidati a kg di mangime per soddisfare i loro fabbisogni.

In condizioni commerciali, la modalità più frequente di valutare le riserve corporee è la conosciuta CC, condizione corporale visiva. La CC all'uscita dalla sala parto è un indice indiretto della quantità di mangimi da somministrare durante il 1° mese di gestazione, destinato a recuperare le perdite delle riserve corporali. La CC nel 1°mese, permette di valutare se lo stato corporale delle scrofe è stato recuperato durante questa prima fase, prima dell'entrata in gruppo. Oggi questo punto può essere considerato critico sia per i sistemi di alimentazione in gruppo sia per quelli elettronici e costituisce un punto di partenza per la curva alimentare dei prossimi 2,5 mesi. Ricordare che questi 2,5 mesi rappresentano oltre il 50% del ciclo produttivo completo della scrofa, pertanto è lecito chiedersi se la CC è il miglior strumento per definire lo standard della curva di alimentazione destinata a soddisfare i fabbisogni della scrofa gravida.

Recentemente il nostro gruppo ha realizzato uno studio osservativo di una popolazione di oltre 100 scrofe, dalle scrofette a scrofe di 8° parto per valutare l'utilità della CC come strumento per stabilire una curva alimentare a partire dalla diagnosi di gravidanza e fino all'entrata in sala parto. Per questo sono state pesate individualmente le scrofe in entrata ed uscita dalla sala parto, registrando anche lo spessore del grasso dorsale con l'ecografo e le performance al parto (numero di nati e peso dei suinetti). In parallelo si annotò il consumo individuale di mangimi durante lo stesso periodo precedentemente stabilito e modificato in base alla CC valutata dal personale d'allevamento incaricato per questo compito.

In base a queste informazioni e prendendo come riferimento il NRC (2012) furono calcolati i fabbisogni di energia metabolizzabile (EM) (kcal/d), la ripartizione di energia destinata al mantenimento, accrescimento e completamento delle riserve della scrofa ed un corretto sviluppo della gravidanza (utero gravido e ghiandole mammarie). Si calcolò la quantità totale di EM consumata (kcal/d) studiando il grado di soddisfazione dei vari fabbisogni per parto (1º e 2º parto, dal 3º al 5º parto e > 5 parti).

Fabbisogni di energia (EM, kKcal/d) durante gli ultimi 2,5 mesi di gestazione per una scrofa giovane, adulta e vecchia.
Fabbisogni di energia (EM, kKcal/d) durante gli ultimi 2,5 mesi di gestazione per una scrofa giovane, adulta e vecchia.

Figura 1. Ripartizione dei fabbisogni di energia (EM, kcal/d) durante gli ultimi 2,5 mesi di gestazione di una scrofa giovane, adulta o vecchia.

Nella figura 1 viene presentata la ripartizione dei fabbisogni energetici medi lungo gli ultimi 2,5 mesi di gestazione(EM, kcal/d) per una scrofa di primo e secondo parto (animale in accrescimento), una scrofa adulta (tra 3° e 5° parto) ed una vecchia (>5 parti). Come ci si poteva aspettare, i fabbisogni di mantenimento rappresentano sempre la maggior richiesta rispetto al totale dei fabbisogni durante la gestazione, ma proporzionalmente nelle scrofe adulte questa frazione è ancora superiore. I fabbisogni per l'accrescimento e/ completamento delle riserve della scrofa sono quantitativamente importanti, di più per le scrofe giovani che per le scrofe adulte e dipendono da quanta deposizione di proteina e grassi cambia lungo la vita della scrofa. I fabbisogni di energia per il corretto sviluppo della gestazione sono proporzionali o anche leggermente superiori per le scrofe adulte.

Una volta caratterizzati i fabbisogni di energia (EM, kcal/d) il passo successivo fu quello di calcolare come, in base al livello alimentare e la quantità di mangimi offerti inizialmente e corretta ad ogni 3 settimane in base alla CC da parte del personale, soddisfacessero veramente i fabbisogni. Nella figura 2 si può osservare che per le scrofe giovani, che sono in accrescimento, le quantità di mangimi offerti soddisfacevano adeguatamente o anche in eccedenza, i fabbisogni di circa un 3% (CC media entrata ≤3 ed uscita >3;). Tuttavia, per le scrofe adulte o vecchie ll consumo registrato copriva solamente il 75 e 71%, rispettivamente dei fabbisogni teorici (CC media entrata ≥3,2 e all'uscita >3,7;).

EM consumata vs richiesta
EM consumata vs richiesta

Figura 2. Energia metabolizzata consumata rispetto ai fabbisogni secondo il NRC (2012) (kcal EM/d) durante gli ultimi 2,5 mesi di gravidanza per una scrofa giovane, adulta o vecchia.

Questi risultati suggeriscono che l'osservazione della CC, come indice per determinare la quantità di mangimi da offrire, una volta fatta la diagnosi di gravidanza, permette di soddisfare le richieste delle scrofe giovani, ma non quello delle adulte. In ogni caso, permette di soddisfare perfettamente tutte le scrofe più "bisognose" dell'allevamento. La spiegazione potrebbe essere, almeno in parte, nel fatto che negli ultimi anni, sopratutto per le scrofe molto "carnose", come sono le attuali, per le quali la CC riflette più chiaramente il grado di "muscolosità" che il proprio stato globale delle riserve, il che porterebbe a variazioni della valutazione della CC che sarebbero percepite meglio nelle scrofe giovani che sono in crescita e depositano muscolo, rispetto alle adulte, dove il bilancio energetico rimane maggiormente legato alle riserve di grasso. Accettando questa ipotesi, per le scrofe adulte potrebbe essere consigliabile utilizzare lo spessore del grasso dorsale (SGD) da solo o in combinazione con la CC, al momento di estendere la curva alimentare dei mangimi più appropriati, una volta confermata la gravidanza. Di fatto, l'aumento dello SGD fu di 2,4 e 2,7 mm, per le scrofe giovani ed adulte, rispettivamente, partendo con uno SGD di circa 2 mm inferiore nelle scrofe giovani. Né sarebbe escluso che una buona stima del peso vivo sarebbe addirittura un buon "predittore", sebbene questo estremo richieda una verifica preliminare.

Infine, conviene segnalare che la differenza tra l'energia ingerita con il mangime ed i fabbisogni delle scrofe adulte, mostrano una disparità molto grande (differenze tra il 15 e 30%, figura 2) che, se confermata, non influirebbe sul peso alla nascita dei suinetti né sulla produzione di latte della scrofa nel parto successivo, ma potrebbero ridurre la longevità. Da un altro lato, i risultati indicano che il NRC (2012) offre una evidente sovrastima dei fabbisogni energetici di mantenimento, almeno per le scrofe adulte di grandi dimensioni.

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Farina di soia (44-48% PG)02-Nov-2018 1 mesi 11 giorni fa

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