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SUST_level: come Misurare la Sostenibilità dell’Allevamento di Suini

Creare un software per misurare il livello di sostenibilità in allevamento è l’obiettivo di SUST_level - Strumento informatico innovativo di misurazione del livello di sostenibilità negli allevamenti bovini da latte e suinicoli, un Progetto di Ricerca finanziato dalla Regione Emilia-Romagna con la legge regionale 27 ottobre 2022...

Protocollo SUST_level

Il protocollo è suddiviso in due macro-aree, Benessere e Biosicurezza e Ambiente, per le quali vengono proposti Parametri capaci di descrivere la situazione aziendale. Per ogni parametro vengono individuati specifici Indicatori, oggettivi e misurabili, in grado di quantificarlo. Ogni parametro può ricadere in uno dei 3 livelli riportati in Tabella 1.

Il protocollo si applica a tutti i sistemi di allevamento (a ciclo aperto da riproduzione o da ingrasso e a ciclo chiuso) e a tutte le categorie suine: scrofe, lattonzoli, suini in post-svezzamento e ingrasso. Inoltre, può essere utilizzato per valutare diverse tipologie di allevamento:

  • sempre in ricovero, con o senza accesso ad area di esercizio esterna;
  • sempre all’aperto (allevamento outdoor), con strutture per il riposo (capannine);
  • soluzioni miste.

Tabella 1 – Descrizione dei livelli assegnabili ad ogni parametro

Livello Descrizione
Base Rispetto di standard minimi1
Buono Rispetto di standard elevati, ma ancora migliorabili
Ottimo Rispetto di standard ottimali

1Nel caso in cui non venga raggiunto il livello Base, viene assegnata una non conformità (NC).

Benessere animale - Alcuni parametri

  • Tipologia di stabulazione. Questo parametro attribuisce un livello in base alla tipologia di stabulazione adottata per ogni categoria suina (Tabella 2).

Tabella 2 – Tipo di stabulazione in relazione alla categoria suina

Categoria suina Base Buono Ottimo
Scrofe in gestazione In ricovero con permanenza in gabbia singola (limitata a 28 giorni dopo la fecondazione) e successivamente in box collettivo a pavimento parzialmente fessurato In ricovero, con permanenza in gabbia (limitata all’intervento fecondativo) e poi in box collettivi a pavimento parzialmente fessurato, anche con poste singole di alimentazione In ricovero senza gabbie anche con poste singole di alimentazione
All’aperto con zona coperta (capannina/tettoia) di dimensioni adeguate
e a lettiera
Scrofa in maternità e lattonzoli In ricovero con scrofe in gabbia In ricovero con scrofe in gabbia solo nel peri-parto (≤72 h post-parto) e per eventuali trattamenti In ricovero con scrofe in gabbia solo nel peri-parto (≤72 h post-parto) e per eventuali trattamenti, con parchetto esterno
In ricovero senza gabbia con o senza accesso all’esterno
All’aperto con zona coperta (capannina/tettoia) di dimensioni adeguate
e a lettiera
Suini in post-svezzamento In ricovero con pavimento parzialmente fessurato In ricovero con pavimento parzialmente fessurato e con accesso all’esterno In ricovero con zona di riposo a lettiera e accesso all’esterno
In ricovero con pavimento totalmente grigliato (plastica) In ricovero con pavimento totalmente grigliato (plastica) e con accesso all’esterno All’aperto con zona coperta (capannina/tettoia) di dimensioni adeguate
e a lettiera
In ricovero con zona di risposo a lettiera
Suini da ingrasso In ricovero con pavimento totalmente fessurato In ricovero con pavimento parzialmente fessurato1 In ricovero con pavimento parzialmente fessurato e accesso all’esterno
In ricovero con pavimento pieno In ricovero con pavimento pieno In ricovero con zona di riposo a lettiera
All’aperto con zona coperta (capannina/tettoia) di dimensioni adeguate
e a lettiera

1 anche con defecatoio esterno fessurato e coperto

  • Superficie di stabulazione. Si intende l’area utile coperta e/o scoperta (in caso di allevamento all’aperto) destinata a ciascun animale per l’attività e il riposo, espressa in m2/capo (Tabella 3).

Tabella 3 – Superfici di stabulazione o di allevamento all’aperto (m2/capo) in relazione alla categoria suina

Sistema di allevamento Categoria suina/peso vivo (kg) Base Buono Ottimo
In ricovero Suinetto pasi o inferiore a 10 kg 0,15 0,18 0,22
Suinetto fino a 20 kg 0,20 0,29 0,35
Suino da 21 a 30 kg 0,30 0,37 0,46
Suino da 31 a 50 kg 0,40 0,53 0,65
Suino da 51 a 85 kg 0,55 0,75 0,92
Suino da 86 a 110 kg 0,65 0,90 1,10
Suino oltre i 110 kg 1,00 1,20 1,47
Scrofetta fino alla fecondazione 1,35 1,56 1,80
Scrofetta dopo la fecondazione 1,64 1,90 2,19
Scrofa in gestazione 2,25 2,60 3,00
Scrofa in maternità 4,25 5,30 6,60
Verro in box singolo 6,00 7,00 8,00
All’aperto Suino in post-svezzamento (fino a 30 kg) ≥ 50 ≥ 60 ≥ 70
Suino in accrescimento/ingrasso ≥ 200 ≥ 250 ≥ 300
Scrofetta, scrofa in gestazione, verro ≥ 500 ≥ 600 ≥ 700
Scrofa in maternità ≥ 400 ≥ 500 ≥ 600
  • Accesso all'alimento. Per questo parametro il livello è attribuito in base ad un corretto rapporto fra i posti in mangiatoia e il numero di capi presenti e a un adeguato spazio unitario alla mangiatoia. La valutazione di questo parametro varia in base al tipo di alimentazione che può essere ad libitum o razionata.
  • Accesso all'acqua di bevanda. Per questo parametro il livello è attribuito valutando il numero massimo di capi per box serviti da un abbeveratoio.

Biosicurezza - Punti Critici

  • Zona di quarantena per i riproduttori, con un periodo minimo di permanenza dei suini in ingresso di 28 giorni (Buono) e la presenza di un’area specifica per il lavaggio e la disinfezione (Ottimo).
  • Adozione della tecnica del “tutto pieno/tutto vuoto”, con un periodo minimo di vuoto sanitario di almeno 2 giorni per il livello Buono e di almeno 5 per l’Ottimo.
  • Ingresso visitatori soltanto dopo un periodo minimo senza accesso ad altro allevamento.
  • Ingresso e disinfezioni automezzi con adeguate procedure scritte per l’ingresso del trasportatore.

Ambiente - Punti Critici

  • Adozione di tecniche per il trattamento di separazione solido/liquido degli effluenti. In base alla percentuale di liquame aziendale trattato, l’azienda accede ai livelli base, buono o ottimo.
  • Presenza di copertura delle vasche/lagune di stoccaggio degli effluenti, che possono essere fisse o flottanti. Il livello è attribuito in base alla presenza di una copertura e alla tipologia. Le coperture fisse sono da preferire.
  • Tipologia di stoccaggio degli effluenti d’allevamento; per quanto riguarda lo stoccaggio del materiale non palabile, il livello è attribuito in base al rapporto superficie/volume che deve essere preferibilmente ≤ 0,2. Il livello ottimo si raggiunge in presenza di copertura fissa a tetto o a tenda, oppure utilizzando sacconi.
  • Stima delle emissioni di gas serra e di ammonica dell’azienda.
  • Impianti fotovoltaici; la presenza dell’impianto sui fabbricati aziendali e la sua potenza nominale sono le discriminanti per attribuire il livello.

Strumenti di supporto per verifica

SUST_level prevede anche la creazione di:

  • una check-list di raccolta dati in allevamento;
  • un software per l’inserimento dei dati raccolti e la misurazione del livello di sostenibilità aziendale complessivo e per macro-area.

Costi per gli interventi di miglioramento

Il progetto SUST_level ha previsto anche la stima del costo annuo di gestione del miglioramento per molti parametri considerati, ovvero il costo per il passaggio di livello da Base a Buono e da Buono a Ottimo. Le stime fanno riferimento ad allevamenti tipo definiti sulla base della realtà zootecnica emiliana e comprendono costi per investimenti (ammortamenti), manutenzioni, lavoro, consulenze e materiali di consumo; i costi unitari sono espressi in euro/anno per UBA (Unità di Bestiame Adulto). Ad esempio, per il parametro Tipo di stabulazione o allevamento, per scrofe in maternità, il passaggio da Base a Buono comporta un costo di gestione annuo variabile fra 141 a 152 euro/UBA.

Usa SUST_level per calcolare il tuo

Il sistema SUST_level potrà essere utilizzato da un singolo allevamento, per conoscere il proprio livello di sostenibilità e confrontarlo con quello di altri allevamenti o con quello della stessa azienda in un altro momento (per valutare l’efficacia dei miglioramenti attuati); inoltre, potrà servire a una singola filiera o impresa agroalimentare, per conoscere il livello di sostenibilità di ogni allevamento conferente la materia prima e per individuare punti di forza e di debolezza della stessa filiera, decidendo su quali aspetti puntare per migliorare l’immagine del proprio prodotto.

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