Protocollo SUST_level
Il protocollo è suddiviso in due macro-aree, Benessere e Biosicurezza e Ambiente, per le quali vengono proposti Parametri capaci di descrivere la situazione aziendale. Per ogni parametro vengono individuati specifici Indicatori, oggettivi e misurabili, in grado di quantificarlo. Ogni parametro può ricadere in uno dei 3 livelli riportati in Tabella 1.
Il protocollo si applica a tutti i sistemi di allevamento (a ciclo aperto da riproduzione o da ingrasso e a ciclo chiuso) e a tutte le categorie suine: scrofe, lattonzoli, suini in post-svezzamento e ingrasso. Inoltre, può essere utilizzato per valutare diverse tipologie di allevamento:

- sempre in ricovero, con o senza accesso ad area di esercizio esterna;
- sempre all’aperto (allevamento outdoor), con strutture per il riposo (capannine);
- soluzioni miste.
Tabella 1 – Descrizione dei livelli assegnabili ad ogni parametro
| Livello | Descrizione |
|---|---|
| Base | Rispetto di standard minimi1 |
| Buono | Rispetto di standard elevati, ma ancora migliorabili |
| Ottimo | Rispetto di standard ottimali |
1Nel caso in cui non venga raggiunto il livello Base, viene assegnata una non conformità (NC).

Benessere animale - Alcuni parametri
- Tipologia di stabulazione. Questo parametro attribuisce un livello in base alla tipologia di stabulazione adottata per ogni categoria suina (Tabella 2).
Tabella 2 – Tipo di stabulazione in relazione alla categoria suina
| Categoria suina | Base | Buono | Ottimo |
|---|---|---|---|
| Scrofe in gestazione | In ricovero con permanenza in gabbia singola (limitata a 28 giorni dopo la fecondazione) e successivamente in box collettivo a pavimento parzialmente fessurato | In ricovero, con permanenza in gabbia (limitata all’intervento fecondativo) e poi in box collettivi a pavimento parzialmente fessurato, anche con poste singole di alimentazione | In ricovero senza gabbie anche con poste singole di alimentazione |
| All’aperto con zona coperta (capannina/tettoia) di dimensioni adeguate e a lettiera |
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| Scrofa in maternità e lattonzoli | In ricovero con scrofe in gabbia | In ricovero con scrofe in gabbia solo nel peri-parto (≤72 h post-parto) e per eventuali trattamenti | In ricovero con scrofe in gabbia solo nel peri-parto (≤72 h post-parto) e per eventuali trattamenti, con parchetto esterno |
| In ricovero senza gabbia con o senza accesso all’esterno | |||
| All’aperto con zona coperta (capannina/tettoia) di dimensioni adeguate e a lettiera |
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| Suini in post-svezzamento | In ricovero con pavimento parzialmente fessurato | In ricovero con pavimento parzialmente fessurato e con accesso all’esterno | In ricovero con zona di riposo a lettiera e accesso all’esterno |
| In ricovero con pavimento totalmente grigliato (plastica) | In ricovero con pavimento totalmente grigliato (plastica) e con accesso all’esterno | All’aperto con zona coperta (capannina/tettoia) di dimensioni adeguate e a lettiera |
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| In ricovero con zona di risposo a lettiera | |||
| Suini da ingrasso | In ricovero con pavimento totalmente fessurato | In ricovero con pavimento parzialmente fessurato1 | In ricovero con pavimento parzialmente fessurato e accesso all’esterno |
| In ricovero con pavimento pieno | In ricovero con pavimento pieno In ricovero con zona di riposo a lettiera | ||
| All’aperto con zona coperta (capannina/tettoia) di dimensioni adeguate e a lettiera |
1 anche con defecatoio esterno fessurato e coperto
- Superficie di stabulazione. Si intende l’area utile coperta e/o scoperta (in caso di allevamento all’aperto) destinata a ciascun animale per l’attività e il riposo, espressa in m2/capo (Tabella 3).
Tabella 3 – Superfici di stabulazione o di allevamento all’aperto (m2/capo) in relazione alla categoria suina
| Sistema di allevamento | Categoria suina/peso vivo (kg) | Base | Buono | Ottimo |
|---|---|---|---|---|
| In ricovero | Suinetto pasi o inferiore a 10 kg | 0,15 | 0,18 | 0,22 |
| Suinetto fino a 20 kg | 0,20 | 0,29 | 0,35 | |
| Suino da 21 a 30 kg | 0,30 | 0,37 | 0,46 | |
| Suino da 31 a 50 kg | 0,40 | 0,53 | 0,65 | |
| Suino da 51 a 85 kg | 0,55 | 0,75 | 0,92 | |
| Suino da 86 a 110 kg | 0,65 | 0,90 | 1,10 | |
| Suino oltre i 110 kg | 1,00 | 1,20 | 1,47 | |
| Scrofetta fino alla fecondazione | 1,35 | 1,56 | 1,80 | |
| Scrofetta dopo la fecondazione | 1,64 | 1,90 | 2,19 | |
| Scrofa in gestazione | 2,25 | 2,60 | 3,00 | |
| Scrofa in maternità | 4,25 | 5,30 | 6,60 | |
| Verro in box singolo | 6,00 | 7,00 | 8,00 | |
| All’aperto | Suino in post-svezzamento (fino a 30 kg) | ≥ 50 | ≥ 60 | ≥ 70 |
| Suino in accrescimento/ingrasso | ≥ 200 | ≥ 250 | ≥ 300 | |
| Scrofetta, scrofa in gestazione, verro | ≥ 500 | ≥ 600 | ≥ 700 | |
| Scrofa in maternità | ≥ 400 | ≥ 500 | ≥ 600 |
- Accesso all'alimento. Per questo parametro il livello è attribuito in base ad un corretto rapporto fra i posti in mangiatoia e il numero di capi presenti e a un adeguato spazio unitario alla mangiatoia. La valutazione di questo parametro varia in base al tipo di alimentazione che può essere ad libitum o razionata.
- Accesso all'acqua di bevanda. Per questo parametro il livello è attribuito valutando il numero massimo di capi per box serviti da un abbeveratoio.
Biosicurezza - Punti Critici
- Zona di quarantena per i riproduttori, con un periodo minimo di permanenza dei suini in ingresso di 28 giorni (Buono) e la presenza di un’area specifica per il lavaggio e la disinfezione (Ottimo).
- Adozione della tecnica del “tutto pieno/tutto vuoto”, con un periodo minimo di vuoto sanitario di almeno 2 giorni per il livello Buono e di almeno 5 per l’Ottimo.
- Ingresso visitatori soltanto dopo un periodo minimo senza accesso ad altro allevamento.
- Ingresso e disinfezioni automezzi con adeguate procedure scritte per l’ingresso del trasportatore.
Ambiente - Punti Critici
- Adozione di tecniche per il trattamento di separazione solido/liquido degli effluenti. In base alla percentuale di liquame aziendale trattato, l’azienda accede ai livelli base, buono o ottimo.
- Presenza di copertura delle vasche/lagune di stoccaggio degli effluenti, che possono essere fisse o flottanti. Il livello è attribuito in base alla presenza di una copertura e alla tipologia. Le coperture fisse sono da preferire.
- Tipologia di stoccaggio degli effluenti d’allevamento; per quanto riguarda lo stoccaggio del materiale non palabile, il livello è attribuito in base al rapporto superficie/volume che deve essere preferibilmente ≤ 0,2. Il livello ottimo si raggiunge in presenza di copertura fissa a tetto o a tenda, oppure utilizzando sacconi.
- Stima delle emissioni di gas serra e di ammonica dell’azienda.
- Impianti fotovoltaici; la presenza dell’impianto sui fabbricati aziendali e la sua potenza nominale sono le discriminanti per attribuire il livello.

Strumenti di supporto per verifica
SUST_level prevede anche la creazione di:
- una check-list di raccolta dati in allevamento;
- un software per l’inserimento dei dati raccolti e la misurazione del livello di sostenibilità aziendale complessivo e per macro-area.
Costi per gli interventi di miglioramento
Il progetto SUST_level ha previsto anche la stima del costo annuo di gestione del miglioramento per molti parametri considerati, ovvero il costo per il passaggio di livello da Base a Buono e da Buono a Ottimo. Le stime fanno riferimento ad allevamenti tipo definiti sulla base della realtà zootecnica emiliana e comprendono costi per investimenti (ammortamenti), manutenzioni, lavoro, consulenze e materiali di consumo; i costi unitari sono espressi in euro/anno per UBA (Unità di Bestiame Adulto). Ad esempio, per il parametro Tipo di stabulazione o allevamento, per scrofe in maternità, il passaggio da Base a Buono comporta un costo di gestione annuo variabile fra 141 a 152 euro/UBA.
Usa SUST_level per calcolare il tuo
Il sistema SUST_level potrà essere utilizzato da un singolo allevamento, per conoscere il proprio livello di sostenibilità e confrontarlo con quello di altri allevamenti o con quello della stessa azienda in un altro momento (per valutare l’efficacia dei miglioramenti attuati); inoltre, potrà servire a una singola filiera o impresa agroalimentare, per conoscere il livello di sostenibilità di ogni allevamento conferente la materia prima e per individuare punti di forza e di debolezza della stessa filiera, decidendo su quali aspetti puntare per migliorare l’immagine del proprio prodotto.

