Nell'ambito dei lavori della Conferenza sulla Sovranità Alimentare, il settore suinicolo francese ha definito un obiettivo per il 2035, volto a raggiungere un tasso di autosufficienza superiore al 100%.
Il consumo nazionale è stimato in 2,15 milioni di tonnellate di peso carcassa equivalente (CWE). Il tasso di autosufficienza si attesta attualmente intorno al 98%, mentre le importazioni rappresentano circa il 27% del consumo. La bilancia commerciale è in equilibrio in volume, ma rimane in deficit in valore.

L'obiettivo è mantenere la produzione a 2,15 milioni di CWE, migliorando al contempo la copertura del fabbisogno del mercato interno, concentrandosi su alcuni tagli (attualmente coperti a circa il 73%) e riducendo il tasso di importazione. Il mantenimento dei mercati di esportazione è considerato essenziale per garantire l'equilibrio delle materie prime e la valorizzazione dei prodotti a valore aggiunto.
Per raggiungere questi obiettivi, il settore prevede di creare o acquisire circa 100 allevamenti di suini all'anno, corrispondenti al rinnovo annuale di 30.000 scrofe. Si stima che gli investimenti a monte ammonteranno a 5 miliardi di euro in dieci anni. A valle, ulteriori 2 miliardi di euro saranno stanziati per modernizzare gli impianti di macellazione, sezionamento e lavorazione, in particolare per le carni lavorate, al fine di migliorare la competitività e ridurre le importazioni di carni lavorate dall'estero.
Il documento evidenzia inoltre i principali rischi per la salute, in particolare la peste suina africana, nonché le sfide legate alla competitività, al ricambio generazionale e ai vincoli normativi ambientali.
L'industria suina sta quindi integrando il suo sviluppo in una strategia globale di sovranità alimentare volta a garantire la produzione nazionale e a rafforzare la sua resilienza economica a lungo termine.
Febbraio 2026/ FranceAgriMer / Francia.
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