L'Organizzazione dei Produttori Suini Sudafricani (South African Pork Producers’ Organisation) afferma che i recenti sviluppi offrono un cauto ottimismo nella lotta contro l'afta epizootica che sta colpendo il settore suinicolo in Sudafrica.
L'arrivo del primo lotto di vaccini e l'autorizzazione per un allevamento commerciale colpito a riprendere le normali attività di commercializzazione hanno portato sollievo dopo diversi mesi di interruzioni operative. Inoltre, le autorità veterinarie provinciali hanno designato il primo macello del KwaZulu-Natal per la lavorazione degli animali provenienti dalle aree colpite, e altre strutture sono in procinto di ricevere l'approvazione.

Nonostante questi progressi, l'organizzazione osserva che permangono diverse sfide. La provincia del Nordovest, che ha subito molteplici focolai in allevamenti commerciali, non dispone ancora di un macello designato nelle vicinanze. Gli operatori del settore sottolineano inoltre l'urgente necessità di ulteriori ricerche per determinare per quanto tempo il virus persiste nei tessuti suini, al fine di fornire informazioni utili per decisioni politiche basate su dati concreti e potenzialmente ridurre i tempi per la macellazione sanitaria controllata.
Per colmare queste lacune conoscitive, l'organizzazione ha commissionato studi per valutare la persistenza del virus in specifiche parti della carcassa, come la testa, le ossa e le ghiandole cutanee.
Nel frattempo, si raccomanda ai produttori di mantenere rigorose misure di biosicurezza negli allevamenti, poiché la trasmissione da parte dell'uomo rimane la via di infezione più probabile. I leader del settore sottolineano che la continua collaborazione e il rispetto di queste misure saranno fondamentali per stabilizzare il settore e facilitarne la ripresa.
Venerdì 27 febbraio 2026/ Sud Africa/ SAPPO.
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