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MSD al fianco degli allevatori per comprendere la PAC2023-2027

MSD ha organizzato assieme ad Assocarni e Coldiretti una tavola rotonda per meglio comprendere la nuova Politica Agricola Comune illustrando quali scenari futuri per il settore zootecnico.

22 Febbraio 2022
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Assocarni, Coldiretti e MSD Animal Health al fianco degli allevatori con una importante discussione sulle linee guida della nuova Politica Agricola Comune 2023-2027

Si è tenuto ieri “La nuova PAC 2023-2027 – Scenari futuri per il settore zootecnico”, la tavola rotonda organizzata da Assocarni e Coldiretti con il supporto non condizionato di MSD Animal Health

Al centro del dibattito che ha visto coinvolti i principali player del settore sono state illustrate le linee guida della nuova Politica Agricola Comune 2023-2027 che sostiene gli agricoltori e garantisce la sicurezza alimentare dell'Europa.

18 febbraio 2022 - Si è tenuta ieri la tavola rotonda online dal titolo “La nuova PAC 2023-2027 – Scenari futuri per il settore zootecnico”, organizzata da Assocarni e Coldiretti grazie al contributo non condizionato di MSD Animal Health. Grazie alla partecipazione dei principali attori del settore, e alcuni esponenti delle istituzioni, si è aperto un importante tavolo di discussione sui diversi obiettivi strategici della nuova PAC, la sua declinazione nel Piano Strategico Nazionale per la PAC e le relative ricadute su tutta la filiera, tra cui aumentare la competitività, riequilibrare la distribuzione del potere nella filiera alimentare, agire per contrastare i cambiamenti climatici, tutelare l'ambiente, salvaguardare il paesaggio e la biodiversità, sostenere il ricambio generazionale, sviluppare aree rurali dinamiche, proteggere la qualità dell'alimentazione e della salute.

Le nuove politiche agricole derivano da un’attenzione pubblica, sempre maggiore, a temi qual verso il One Health, che vede l’ambiente, il benessere degli animali e quello umano come strettamente correlati. Questa nuova e concreta consapevolezza sta coinvolgendo, oggi più che mai, anche la politica e, conseguentemente, il modo di coltivare la terra e allevare gli animali.

La strategia europea Farm To Fork si è posta obiettivi precisi su temi delicati come la gestione degli agrofarmaci, degli antibiotici e delle emissioni di gas climalteranti. È quindi inevitabile che questa ambizione influenzi la Politica Agricola Comune (PAC), e di conseguenza, condizionerà il settore zootecnico. In questo scenario, l’Italia ha saputo rispondere alla richiesta di cambiamento con un Piano Strategico Nazionale per la PAC fortemente centrato sul mitigare il cambiamento climatico, tutelare il territorio e il paesaggio, salvaguardare il patrimonio naturale e della biodiversità, valorizzare le tradizioni rurali, e garantire una sicurezza dell’approvvigionamento alimentare, ponendosi come fondamentale supporto alla coesione territoriale, sociale ed economica del Paese.

Diventa quindi necessario conoscere in dettaglio cosa prevede la programmazione per il quinquennio 2023-2027 per capire come portare avanti al meglio l’impegno quotidiano che da sempre caratterizza gli allevatori italiani e la produzione locale, riconosciuta e apprezzata all’estero.

Proprio con questo fine, è stata organizzata la tavola rotonda, che ha permesso di confrontarsi e lavorare in modo sinergico per il raggiungimento di un unico obiettivo: cercare di fornire un futuro migliore al comparto e tutelare le eccellenze italiane che ne sono protagoniste.

Ad aprire i lavori è stato Luigi Scordamaglia, Presidente di Assocarni che ha sottolineato come “Il modello di allevamento italiano è fatto di equilibrio in termini di benessere animale, sostenibilità ambientale, economia circolare e presidio ambientale, e malgrado ciò è uno dei settori maggiormente penalizzati da un approccio ideologico che non ha nulla a che fare con la realtà, con i numeri, con i dati di un comparto che opera nel nostro Paese, con un modello fortemente distintivo e che oggi vogliamo rivendicare con orgoglio. Bisogna sostenere chi ogni giorno vive in campagna con gli animali, i pastori, chi alleva vacche nutrici anche per favorire un passaggio generazionale che potrà avvenire solo se questo lavoro non semplice verrà adeguatamente remunerato non solo quando manca il prodotto ma sempre.” Luigi Scordamaglia ha ringraziato il Ministro Patuanelli ed il dott. Blasi per aver compreso che sostenere la zootecnia vuol dire sostenere il Paese ed ha sottolineato come il peggior nemico della transizione verde alla base della futura PAC sia l’ideologia.

Giuseppe Blasi, Capo Dipartimento delle politiche europee e internazionali e dello sviluppo rurale di MIPAAF, ha poi aggiunto “La nuova PAC è sicuramente un grande “evento” per tutta la filiera e noi abbiamo lavorato partendo dalla conoscenza del contesto interno, del mercato e soprattutto delle aspettative dei consumatori. Abbiamo declinato le nuove sfide in attività e concretezza a supporto della nostra filiera, dedicando infatti più del 40% delle risorse a nostra disposizione al settore zootecnico. Al centro del nostro lavoro c’è ovviamente il benessere animale: un concetto che da due anni è molto discusso, anche in sinergia con il Ministero della Salute. Questo si spiega anche perché, per la prima volta, si è data la giusta importanza all’approccio One Health, che vede la salute animale, umana e ambientale strettamente interconnesse”. Infine, Blasi ha ricordato che, tra le misure importanti su cui si punterà in futuro si includono l’innovazione, la zootecnia di precisione e l’assistenza tecnica. Proprio su quest’ultima si giocherà la vera partita del settore zootecnico.

A seguire, il Capo servizio tecnico di Coldiretti Alessandro Apolito ha condiviso che “La Politica Agricola Comune è stata la prima in Europa e non è un caso se ancora oggi il 30% del budget europeo è dedicata all’agricoltura. Se l’Europa vuole essere autonoma e avere un auto-approvvigionamento alimentare, questi fondi sono fondamentali per gli investimenti che le nostre aziende agricole e di allevamento sostengono quotidianamente per contribuire a obiettivi generali importanti, come la transizione economica, ecologica e digitale.”

Di necessità di interventi in ottica di autonomia del mercato europeo parla anche Piero Camilli, Vice Presidente con delega al settore ovino di Assocarni, “Sono necessari interventi strutturali per supportare questo mercato che è molto variabile, soprattutto quello ovino. A livello europeo c’è stato il calo di popolazione ovina che ha causato l’aumento di importazioni da Australia e altri Paesi. È necessario quindi tutelare e promuovere il territorio e stimolare le nuove generazioni affinché possano decidere di impegnarsi nell’allevamento di ovini avendo il giusto ritorno economico.”

Ritorno e impatto economico di cui parla anche il Professore di Nutrizione e Alimentazione Animale del Dipartimento di Veterinaria e Scienze Animali dell’Università degli Studi di Milano Carlo Angelo Sgoifo Rossi che ha evidenziato: “L’allevamento risulta spesso critico poiché le problematiche che l’allevatore si trova a fronteggiare dipendono da fattori terzi, come la gestione degli animali nei luoghi di origine, che spesso obbliga all’utilizzo di farmaci per risolvere problematiche sanitarie e a un conseguente aumento dei costi. Anche per questo bisogna puntare all’autoctonia, che va poi a collegarsi alla sostenibilità, al ricambio generazionale e alla competitività.

Il Prof. Sgoifo Rossi ha poi concluso ringraziando Assocarni che “prima fra tutti in Europa ha dato la possibilità ai nostri allevatori di affrontare in maniera seria il discorso della sostenibilità”.

Ciò che si evince dai diversi interventi è sicuramente la necessità di un lavoro corale, capace di rappresentare e rispondere alle diverse necessità, dal produttore al consumatore. Alessandro De Rocco, Presidente di IntercarneItalia, ha infatti spiegato la necessità che tutti i protagonisti della filiera si organizzino per dare valore a tutte le fasi produttive. “In questo modo vogliamo far capire al consumatore finale che il costo dei nostri prodotti agricoli è motivato dalla qualità. Gli allevatori stanno infatti già lavorando da tempo alle richieste dell’Europa sul benessere animale, la gestione dei territori e il corretto utilizzo delle deiezioni.

Coltivare la terra è un patrimonio immenso che si trasmette di generazione in generazione e non possiamo permetterci di perderlo. Abbiamo bisogno che sia garantito un certo reddito e vogliamo che venga riconosciuto il frutto del nostro lavoro in maniera equa. Dobbiamo lavorare insieme per il bene di tutti”.

La collaborazione tra tutti i protagonisti della filiera è indispensabile anche per Paolo Sani, Amministratore Delegato MSD Animal Health “È necessario fare sistema per continuare a crescere e a migliorare. Tutelare il Made in Italy vuol dire supportare il territorio e le persone che ci rendono un’eccellenza e per farlo bisogna “cacciare in branco”, con una strategia comune che parta da concetti chiave per tutti noi, come il One Health. Concetto questo che da sei anni è diventato parte integrante della missione di MSD Animal Health. Ci confermiamo al fianco di Assocarni e Coldiretti per difendere le nostre eccellenze, fornire l’assistenza tecnica e la tecnologia di cui il settore ha bisogno per raggiungere gli obiettivi che la PAC si è prefissata. Lavoreremo insieme a tutta la filiera per smentire le fake news: abbiamo il dovere di difendere la nostra biodiversità, il nostro ambiente, la salute nostra e degli animali, e le eccellenze che abbiamo nel territorio”.

A conclusione della tavola rotonda è intervenuto nuovamente Luigi Scordamaglia: “Voglio ringraziare tutti per aver esposto in maniera così puntale gli aspetti del nostro settore. È importante tenere aperta questa finestra di dialogo. Ci teniamo a ribadire che mai come adesso Coldiretti ha fatto una scelta: tutelare la zootecnia come il settore che porta valore aggiunto e svolge un ruolo importante per il paese Italia”.

Ha moderato: Andrea Pancani, Vicedirettore TG La7

Saluti e introduzione ai lavori: Luigi Scordamaglia, Presidente Assocarni

Sono intervenuti:

  • Luigi Scordamaglia, Presidente di Assocarni
  • Giuseppe Blasi, Capo Dipartimento delle politiche europee e internazionali e dello sviluppo rurale - MIPAAF
  • Alessandro Apolito, Capo servizio tecnico di Coldiretti
  • Carlo Angelo Sgoifo Rossi - Professor del Dipartimento di Veterinaria e Scienze Animali dell’Università degli Studi di Milano
  • Alessandro De Rocco, Presidente di IntercarneItalia
  • Piero Camilli, Vice Presidente con delega al settore ovino di Assocarni
  • Paolo Sani, Amministratore Delegato di MSD Animal Health Italia

Conclusioni: Luigi Scordamaglia, Presidente Assocarni

MSD - febbraio 2022

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