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Il ruolo dei trasporti nella trasmissione del PRRSV

Come possiamo decidere se un camion o un mezzo di trasporto è pulito dando solo un'occhiata?...

Venerdì 17 Aprile 2015 (3 anni 11 mesi 9 giorni fa)
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Articolo

An experimental model to evaluate the role of transport vehicles as a source of transmission of porcine reproductive and respiratory syndrome virus to susceptible pigs. Scott A. Dee, John Deen, Satoshi Otake, and Carlos Pijoan. Can J Vet Res. Apr 2004; 68(2): 128–133

 

Riassunto

Di cosa si tratta?

Dato che una delle vie potenziali di trasmissione del PRRSV sono i mezzi di trasporto, è stato realizzato un studio per valutare il ruolo dei trasporti nella trasmissione del PRRVS. Nel dettaglio:

  1. Definire la concentrazone di virus che il veicolo deve avere per infettare i suini,
  2. Certificare che la simulazione di un rimorchio utilizzato nello studio possa essere reale per il contaggio dei suini con il virus,
  3. Valutare un protocollo di disinfezione del veicolo per evitare la trasmissione del virus

Come hanno fatto?

Hanno utilizzato suini negativi per il PRRSV di 16-18 giorni di età e l'unità di studio era un rimorchio. Il modello era una simulazione di un rimorchio per suini svezzati a carico pieno, ed è stato costruito ad una scala 1:150.

Obiettivo 1: Sono state preparate diluzione del PRRSV a 101, 102, 103 e 104 TCID50/ml in aliquote che sono state polverizzate all'interno del rimorchio, dopo di che sono stati introdotti i suini sentinella negativi al PRRSV e lì rimasti per 2 h.

Obiettivo 2: Sono stati infettati 4 suini negativi al PRRSV con 5 ml di PRRSV, poi sono stati introdotti nel rimorchio per 2 ore. Dopo questo periodo di contaminazione, sono stati tolti questi suini "diffusori" e sono stati introdotti i suini negativi al PRRSV per 2 ore per ogni rimorchio.

Obiettivo 3: Sono stati studiati 4 differenti protocolli di pulizia e dopo un periodo di contaminazione di 2 ore, i rimorchi sono stati assegnati ad uno dei 4 protocolli. Sono state fatte 10 ripetizioni.

Trattamento 1-Solo asportazione materiale organico: All'interno del rimorchio si raschiò manualmente, con paletta in plastica, eliminando i residui di lettiere di trasporto prima di introdurre i 2 suini sentinella.

Trattamento 2-Lavare e disinfettare: La lettiera è stata eliminata ed il rimorchio lavato e disinfettato prima di introdurre i 2 suini sentinella.

Trattamento 3-Lavare, disinfettare, congelare e scongelare: La lettiera è stata eliminata, il rimorchio lavato e disinfettato come nel trattamento 2. Poi il rimorchio è stato portato ad una camera di congelamento a -20ºC per tutta la notte, in seguito si proseguì con lo scongelamento prima di introdurre i 2 suini sentinella.

Trattamento 4-Lavare, disinfettare ed asciugare: La lettiera è stata eliminata, il rimorchio lavato e disinfettato come nei trattamenti 2 e 3. I rimorchi sono stati lasciati ad asciugarsi per 12 ore a temperatura ambiente (20°C) prima di introdurre i 2 suini sentinella.

Dopo ogni trattamento sono stati alloggiati 2 suini sentinella negativi al PRRSV durante 2 h, tolti in seguito e mantenuti in isolamento per 7 giorni. Durante il periodo di incubazione, sono stati realizzati campioni di sangue di tutti i suini sentinella nei giorni 3 e 7 dopo l'esposizione.

 

Ed i risultati?

I suini sentinella nei rimorchi contaminati con 103 TCID50/mL o 104 TCID50/mL risultarono positivi al PRRSV attraverso PCR nei giorni 3 e 7 dopo l'esposizione.

Inoltre, almeno 1 suino sentinella si infettò nei rimorchi dopo che questi erano stati contaminati da altri suini.

Solamente il trattamento lavaggio/disinfezione/asciugamento ha ridotto il numero di tamponi positivi al PRRSV con PCR effettuati sul rimorchio ed ha evitato l'infezione dei suini sentinella.

 

Le conclusioni ?

Questo conferma che "tutti i camion, rimorchi o altri mezzi di trasporto utilizzato per trasportare suini, sottoprodotti di suini, mangimi, attrezzatura, ecc sono un rischio potenziale per la diffusione delle malattie". A meno che l'interno del veicolo sia completamente asciutto dopo il lavaggio e la disinfezione, la contaminazione è possibile.

 

Enric MarcoLa visione di campo di Enric Marco

Purtroppo, è comune che gli allevamenti localizzati in zone ad elevata densità suinicola adottino la scusa della densità per giustificare uno scarso stato sanitario, e gli allevamenti che si trovano in zone a bassa densità suinicola  giustifichino lo stesso stato sanitario con l'origine degli animali, i camion dei mangimi, il carico degli scarti e dei morti, il vento, l'inverno o ...la sfortuna. Poche volte il trasporto dei suini viene considerato veramente come un diffusore delle malattie, e quando lo si fa, si crede che sia l'esterno del  camion il problema. Allora si installano i varchi per la disinfezione delle ruote o gli archi. Una volta che il camion è disinfettato (al di fuori) sembra già che non ci sia più pericolo. Tuttavia quando si parla che l'interno del camion possa essere una fonte di pericolo ci si trova una serie di scusanti per minimizzare il problema: i suini non tornano mai indietro, i miei dipendenti non vanno sul camion, il camion è sempre pulito, abbiamo la rampa,ecc. Ma, i camion sono sempre veramente puliti? Non si è mai a contatto con l'autista? Non succede mai che un suino indietreggi dopo aver pestato il camion?

L'articolo mette in evidenza quanto sia facile infettare i suini con il virus PRRS quando sono a contatto con un mezzo contaminato (dove per esempio sono stati trasportati suini viremici), anche quando il mezzo è stato lavato e disinfettato (nello studio lavaggio con acqua a 80°C). E' certo che si tratti sempre di un modello sperimentale, quello dello studio, ma simula molto bene le condizioni di campo in cui si lavora normalmente: la superficie di un mezzo di trasporto suini non è disegnata per permettere un ottimo lavaggio e disinfezione, è piena di angoli, chiusure, cerniere. che rendono molto complicata in pratica un'accurata pulizia da parte dell'autista, considerando inoltre che spesso il lavaggio si fa con acqua fredda, dove il punto di entrata e uscita del lavaggio è unico, non ci sono definizioni di area sporca - area pulita; sopratutto d'inverno è normale che i camion non siano asciutti al momento del carico successivo, oppure nemmeno il lavaggio è garantito, non scordandosi della pulizia dei guanti dell'autista e dei suoi stivali. Considerando tutto questo: Come si può dire che un mezzo è pulito solamente dando un'occhiata?

Un allevamento  non esisterebbe senza un mezzo che porti i suini al macello o ad altri luoghi produttivi o per l'entrata della rimonta. Come può essere possibile minimizzare questo rischio tanto elevato?

Ci sono alcune misure che possono essere prese in considerazione:

1. Trattare di ridurre i punti di carico al minimo indispensabile. E' comune che si priorizzi la riduzione dei giorni improduttivi per scrofa da eliminare realizzando i carichi settimanalmente al macello, invece di ridurre la frequenza, che implica un costo superiore.

2. In tutti i casi che fosse possibile, assicurare che i camion siano asciutti. I periodi di riposo prima di caricare nei nuclei di selezione o tra viaggi al macello sono fondamentali per la riduzione del rischio. Un'altra volta abbiamo un aumento dei costi, ma si migliora la biosicurezza.

3. Anche se i punti precedenti vengono applicati, il più garantito è considerare sempre il camion come un elemento "sporco". Se ragioniamo così, prenderemo tutte le precauzioni possibili per evitare che ci sia contatto diretto tra l'allevamento ed il camion. Il contatto dovrebbe avvenire sempre attraverso una rampa di carico o zona di carico che definisca nettamente la zona pulita-zona sporca (dove dovrà rimanere l'autista), evitando l'entrata di liquidi, animali e che si possa lavare e disinfettare immediatamente dopo il carico (dalla zona pulita). L'ideale è che la zona di carico si trovi lontano dai capannoni e che disponga di una zona di box di sosta.


Muelle de carga
 

4. Non lasciare l'autista utilizzare il suo proprio materiale di carico. Provvedere dall'esterno con stivali, guanti, ecc.

Per quanto sia buono il nostro controllo della PRRS in allevamento, se non si controlla l'introduzione di nuovi ceppi virali, l'allevamento subirà sempre della malattia con una certa frequenza e questa sarà inversamente proporzionale al livello di biosicurezza adottato per i trasporti.

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